Elena D'Ambrogio Novella 2000 n. 25 2022

Alla ricerca di… Romy Schneider e Alain Delon con Elena D’Ambrogio

La storia di Romy Schneider, una vita di fragilità e drammi nella quale spiccava l'amore mai finito con la star Alain Delon

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Il tragico destino di Romy Schneider

Un mito dal destino tragico, Romy Schneider. Dietro quel volto bellissimo, dai lineamenti morbidi, lo sguardo profondo e intenso, ornato da occhi chiarissimi, che le conferivano una segno combattivo, campeggiava tanta malinconia.

Nata nel 1938 a Vienna e poi naturalizzata francese, figlia d’arte, il cognome da artista lo prende dalla madre, Magda Schneider, personaggio che rappresenterà il discrimine della sua vita. Infatti, il capitolo che apre le porte della vita e della carriera di Romy Schneider è il conflitto con la madre, che la induce a intraprendere la carriera d’attrice nonostante lei non ne fosse persuasa. Ed è proprio con sua mamma che, a soli 15 anni, si ritrova a recitare. Il destino le riserva una madre assente nella vita, che diventa poi la presenza fondamentale della sua carriera. E con i medesimi ruoli di madre-figlia nell’indimenticabile trilogia di Sissi, la principessa triste – un titolo che funzionava – in realtà era l’imperatrice d’Austria.

Un esordio clamoroso, per la giovane Romy, che traccerà una carriera sempre al diapason del successo. Un amore immenso con Alain Delon.

Romy Schneider era un personaggio da tragedia. Man mano che cresceva la sua carriera si inanellavano le tragedie della sua vita personale. Tanto che la donna e l’attrice si sono poi trovate a coincidere.

Certamente Romy era schiacciata dall’archetipo della principessa Sissi, bella e infelice. Donna molto fragile dal punto di vista dei sentimenti, ha reagito con un atteggiamento proattivo, di grande fame e voracità della vita. Non si è negata nulla. Ha vissuto senza limiti per compensare le mancanze che la rendevano fragile.

Donna franca, incapace di compromessi, è riuscita a sviluppare una carriera molto diversificata, diretta dai più famosi registi. Da Sissi a Pupe dell’episodio Il lavoro di Luchino Visconti in Boccaccio 70, da Leni in Il processo di Orson Welles a Marianne in La piscina di Jacques Deray, fino a indossare nuovamente i panni dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria in Ludwig di Visconti.

L’incontro con Alain Delon

Nel ’57, sul set di L’Amante pura, incontra un giovanissimo Alain Delon. Bellissimi, al culmine del successo, l’amore li assiste con un autentico colpo di fulmine, e li unisce quali predestinati a stare insieme. E insieme hanno vissuto una delle più belle storie d’amore di tutti i tempi.

Il magnetismo e la forte attrazione tra di loro era palpabile. Tanto da rendere anche la finzione dei film il braccio lungo del loro privato. Una storia d’amore che però termina, nonostante un anello di fidanzamento.

Il matrimonio non ci fu: a sorpresa Delon sposò Nathalie Barthélémy. Anche la Schneider convolerà poi a nozze con il regista Harry Meyen – che morirà suicida – diventando madre di David. Matrimonio infelice che terminerà presto, per passare poi a nuove nozze con il giornalista italo-francese Daniel Biasini, e nuovamente madre dando alla luce Sarah – oggi attrice anche lei. Ma anche questo matrimonio è destinato a naufragare.

Romy non supererà mai la rottura della relazione con Alain Delon. Il loro amore non vedrà mai una vera fine. Alla morte di lei nel 1982, 40 anni fa, sarà infatti ancora Delon a essere accanto alla sua Puppelé, la sua bambolina, guardandola dormire quell’eternità giunta troppo presto, e manifestandole quel forte sentimento mai veramente spentosi.

Gli ultimi anni di Romy

Romy e Alain, i fidanzati più amati dell’epoca, si ritrovano nel ’69, a dispetto delle reciproche vicende sentimentali, a recitare nuovamente insieme nel film La Piscina. Fu Delon a imporla alla produzione: “Se non c’è lei, non ci sono neanche io”, disse più o meno.

Romy era in un momento di difficoltà, e Alain volle aiutarla. Nel film, la recitazione non nasconde l’inconfondibile chimica tra di loro.

Nel 1981 la Schneider gira un film di Dino Risi con Mastroianni, ma è il suo anno terribile. Il figlio David, 14 anni, nel tentativo di scavalcare il cancello della casa dei nonni rimane infilzato nelle lance appuntite e muore.

Questa tragedia devasta definitivamente Romy, che intraprende la strada dell’autodistruzione. Una donna depressa, in preda a tutto ciò che poteva nuocerle, si arrende ad un destino che l’ha colpita nel dolore più grande, che la porterà alla morte il 29 maggio 1982, un anno dopo il figlio David.

Romy Schneider, donna carismatica, sensibile e infelice.

a cura di Elena D’Ambrogio

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