Nicola Porro fa il bis. Il giornalista romano, amatissimo dal pubblico, sarà di nuovo alla conduzione di Matrix per la seconda stagione consecutiva. Dopo l’esperienza in Rai (ricordiamo che conduceva Virus), il Biscione gli ha affidato il programma inventato anni fa da Enrico Mentana e poi affidato a Luca Telese (ora a La7). Gi ascolti lo scorso anno sono stati altissimi nonostante la concorrenza e questo è bastato ai vertici di Cologno Monzese per riconfermarlo di nuovo alla guida di quel programma.

E’ quasi tutto pronto al Centro Palatino di Roma, a due passi dal Colosseo, per la prima puntata, prevista per il 12 settembre. Attualità, cronaca, politica: questa è la ricetta del format prodotto da Mediaset ed affidato a Porro, impegnato in giro per l’Italia con la presentazione del suo ultimo libro intitolato: “La diseguaglianza fa bene”. Porro, che è un vulcano di energia, nemmeno in vacanza molla un attimo giornali e cellulare per essere connesso con la Rete dove puntualmente trasmette in diretta la sua singolare rassegna stampa commentata, che ha chiamato “Zuppa di Porro”. Adesso è un piccolo format originalissimo e molto seguito.

«La mia palestra è il web» ci aveva raccontato a Roma, in occasione della mostra su Steno Vanzina, Nicola Porro. Tutto vero, visti i numeri che riesce a registrare sui social.

Anche quest’anno Porro e Chiambretti si divideranno il programma: il primo avrà due serate (probabilmente una improntata sulla cronaca e l’altra sull’attualità), il secondo sarà in onda ogni venerdì. Ma, si sa, Chiambretti è un genio istrionico e potrebbe riservare al pubblico qualche sorpresa in più.

Tutto su Nicola Porro. E’ romano di nascita, pugliese di famiglia, milanese per lavoro. È il vicedirettore de Il Giornale. È un liberale, liberista e decisamente libertario. Ha studiato dai gesuiti, al Massimo di Roma. Si è laureato in economia alla Sapienza ed è stato anche a Harvard, ma non ha preso Master. Anche dalla Bocconi è uscito senza attestati.

Ha lavorato per chiunque lo pagasse. All’inizio degli anni Novanta collabora con L’Opinione, di lì a breve andrà al Ministero degli Esteri con Antonio Martino che lo chiama come suo portavoce. Poi, un giorno, su una Peugeot 105 senza targa anteriore, arriva alla Lucchini di Brescia. Lì si ferma fino a che non arriva una telefonata dal Foglio di Giuliano Ferrara.

Per un periodo si occuperà solo del Foglio Finanziario: quattro pagine zeppe di numeri e articoli brevi. Poi, migrazioni in ordine sparso e non cronologico: Corriere Economia, Il Mondo, direttore di CLASS CNBC, Mediaset, conduttore di “In Onda” su La7 con Luca Telese. Il suo blog si chiama “Zuppa di Porro”. Ha due figli e una moglie. Nicola è anche imprenditore; è molto legato al vino e all’olio che produce in Puglia nella tenuta di famiglia che si chiama Rasciatano.

Dal luglio 2013 al giugno giugno 2016, all’attività di giornalista e uomo d’azienda ha affiancato quella di untore: contagiare la platea tv con un modo diverso di vedere le cose conducendo Virus – il contagio delle idee. (Biografia tratta dal suo sito ufficiale).

Tutto sull’ultimo libro di Nicola Porro: La diseguaglianza fa bene 

L’economia è come il calcio: tutti ne parlano, molti ripetono meccanicamente le idee di altri, pochi sanno descriverne davvero i meccanismi. Nicola Porro ci mette in guardia dai rischi di un pensiero unico che non accetta voci fuori dal coro riscoprendo gli insegnamenti dei più importanti pensatori liberali, molti dei quali oggi ingiustamente trascurati.

Parliamo di economisti, filosofi, statisti, persino romanzieri best seller, che nelle loro opere hanno spiegato, e in certi casi previsto, fenomeni con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Le tasse e l’istruzione, il falso mito dell’uguaglianza e le profezie apocalittiche degli ambientalisti: in questo libro l’economia torna una disciplina che ci riguarda molto da vicino grazie ai grandi uomini che l’hanno raccontata.

Da Thomas Jefferson a Vilfredo Pareto, dalla scuola austriaca di Mises e Hayek agli eroi nazionali Ricossa e Martino, da Houellebecq a Piketty, Nicola Porro ci conduce con linguaggio semplice, tono ironico e una punta di veleno politico, in un viaggio dentro l’attualità, che è anche un viaggio parallelo alla riscoperta dei nomi dimenticati di quella cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l’impalcatura del nostro paese, e dell’Europa che oggi mettiamo maldestramente in discussione. (Tratto dal sito internet www.nicolaporro.it)