Lucio Dalla 5 anni fa lasciava un grande vuoto nella musica italiana. Ancora oggi giudicato incolmabile. «Era bravissimo come clarinettista, indescrivibilmente talentuoso – ha raccontato Pupi Avati. Ero bravo anche io. Poi è arrivato Lucio Dalla e mi ha fatto le scarpe». E’ stato Renzo Arbore ad incalzare il regista bolognese a raccontare questo particolare inedito nel corso di un incontro che si è tenuto qualche mese fa nella sede Rai di viale Mazzini a Roma (CLICCA QUI per guardare il video).

Bologna, città di nascita di Lucio Dalla, ha organizzato mostre ed eventi per ricordarlo. Stamattina nella basilica di San Domenico, padre Bernardo Boschi (che celebrò i funerali) ha officiato una funzione religiosa aperta a tutti. In piazza Verdi risuoneranno da mattina a sera le note delle sue canzoni. La Fondazione che prende il suo nome, invece, ha organizzato due serate a cui parteciperanno Pupi Avati, Rita Pavone, Gaetano Curreri ed Enrico Rava, insieme a Gabriele Muccino.

Durante la serata del 3 marzo, fino al 4 (data del suo compleanno), nella casa di via d’Azeglio, si alterneranno ricordi, canzoni e storie. Il pubblico potrà seguire la diretta sul maxischermo in piazza dei Celestini, a partire dalle 20.30.

Resta ancora aperta la faccenda legata all’eredità del cantante dopo la sentenza del Tar. I cugini del cantante nel 2015 avevano impugnato il decreto ministeriale che dichiarava l’interesse culturale della casa di via D’Azeglio, ma i giudici amministrativi hanno deciso che la casa resterà vincolata.

 

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