Massimo Giletti

Massimo Giletti si confessa: fedele solo all’Arena

Pochi giorni dopo che gli è stato attribuito un nuovo flirt (con un volto noto di un grosso gruppo
editoriale, si è detto, flirt che, a sua volta arriva poco dopo il suo presunto ritorno di fiamma con la modella Angela Tuccia), pochi giorni dopo, dicevamo, lui arriva al Parco della Versiliana di Marina di Pietrasanta. Solo. Camicia bianca, pantaloni di lino: puro stile fortemarmino. Ha appena incontrato il suo nuovo editore Urbano Cairo in spiaggia per un aperitivo. E ora si prepara a soddisfare la curiosità delle tante signore corse al Caffè della Versiliana per scoprire perché, la domenica pomeriggio, non lo vedranno più su Rai Uno con L’Arena, programma cancellato a sorpresa dai palinsesti. Pur avendo registrato, per tutta la scorsa stagione, record di ascolti.

Tra la folla di signore curiose, si distinguono pure, nelle prime fi le, tanti amici di Giletti: da Oliviero Toscani, a Massimo Moratti, al sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, a Monica Guerritore
con Roberto Zaccaria (ex presidente Rai), agli autori “storici” di Domenica In Cesare Lanza e Marco Luci. Giletti è rilassato, sta bene, con la certezza di aver salvaguardato la sua dignità, rinunciando
all’offerta Rai (arrivata quasi come una toppa a coprire lo strappo tra conduttore e dirigenza dopo la cancellazione dell’Arena). Un’offerta importante in denaro, che però gli avrebbe permesso di fare il conduttore, non più il giornalista. «Qualcuno ancora insiste che io non sia giornalista», precisa Giletti, «invece ho la tessera dell’Ordine dei Giornalisti, cui avevo solo chiesto un’aspettativa tanti anni fa, per poter diventare testimonial di un’azienda.
Sapete che i giornalisti non possono farlo, però passato il periodo di trenta mesi, sono stato regolarmente riammesso. Sono giornalista, voglio fare il giornalista.
È normale che quando la Rai mi ha chiesto di condurre speciali sulla musica o prime serate, l’abbia fatto con grande piacere, ma il mio programma era L’Arena». Gli chiedono se Fabio Fazio valga
i soldi che la Rai spende per lui (due milioni, ottocento mila euro l’anno). Massimo non si scompone: «Fazio è un professionista. Se il direttore generale Rai, Mario Orfeo, ha deciso così, ha fatto
bene. A lui e al suo staff pagheranno anche i diritti di sfruttamento sul nome della trasmissione, Che tempo che fa. Io e i miei autori dell’Arena invece, un po’ ingenuamente, non l’abbiamo mai registrato». Qui scatta una piccola diatriba con Lanza. «La memoria mi dice che il nome Arena l’aveva trovato Federico Moccia in una riunione di redazione», afferma convinto Giletti, «se Lanza dice
che l’aveva pensato lui, non ho problemi a credergli, ma poco importa. Voglio continuare a usare quel nome e mi batterò per questo».
Passa al calcio Giletti: «Il mio nuovo editore è anche il presidente del Torino, rivale della mia Juve. Da oggi i derby saranno ancora più divertenti e sofferti, ma di una cosa sono certo, rimarrò sempre juventino. La Juve è l’unica signora che non ho mai tradito». Fidanzate e amanti avvertite. E pure rassegnate.

 

Il servizio è di Simone Barazzotto, lo trovi con tutte le foto in edicola con Novella2000

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