Il Pepe nero

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Una serata tutta pepe. Dove? Ve lo diciamo noi…

Francesco Fredella | 14 Luglio 2017

«Il nostro è un asilo per adulti». Descrive così il Pepenero, storico marchio delle serate piccanti delle discoteche, il suo […]

«Il nostro è un asilo per adulti». Descrive così il Pepenero, storico marchio delle serate piccanti delle discoteche, il suo padrino Leonardo Dionigi, proprietario del brand Pepenero che da due anni viene ospitato all’interno della discoteca Pascià di Riccione. La grandissima e famosa discoteca della riviera, nota alle cronache per il lampadario de Il Gattopardo, e che da due anni si veste con abiti più “peperini”.
Insomma, il contenitore è sempre quello del Pascià, ma il contenuto cambia rispetto alle serate “classiche”.
Così, è possibile partecipare alla cena spettacolo, con la musica e le famose Peperine, oppure soltanto a una serata
in discoteca. Ma Leonardo Dionigi tiene a ribadire: «Il nostro non è un night club». Ed è proprio con lui, questa
settimana, che iniziamo un nuovo viaggio all’interno di un altro locale. Con un’unica parola d’ordine: divertimento.
Leonardo, esattamente cos’è il Pepenero?

«Un vero e proprio “centro commerciale del divertimento” all’interno della villa del Pascià. Si tratta sempre di una serata in discoteca, ma animata con le Peperine».
Possiamo definirlo come un nuovo stile di discoteca?
«Sì, perchè il contenitore è il classico Pascià, ma quello che cambia è il format. Abbiamo anche prezzi molto competitivi, in linea con gli altri locali, 20 euro con la consumazione. Il concetto è sempre lo stesso: animazione e musica. La serata si svolge sotto il
lampadario del film Il Gattopardo, un vero punto di forza del Pascià. Le Peperine sono l’animazione della discoteca.
Puoi interagire e parlare con loro. Ma niente di più».
Quante serate organizzate?
«Durante il periodo estivo il Pepenero fa 5 giorni, dal mercoledì alla domenica. Il martedì è Pascià. Vengono smontati
pali e palco, si trasforma. Ormai sono già due anni che funziona così, e funziona bene».
Avete tanti clienti?
«Abbiamo molte presenze, arriviamo anche a cinque mila. Vengono spesso calciatori, attori. Hanno successo le serate del sabato e della domenica, con aperitivo e discoteca».
È amato anche dai Vip?
«Sì, non è un azzardo dirlo. I calciatori sono spesso da noi, e i vip frequentano il Pepenero perché è proprio un bel luogo dove divertirsi. Spesso festeggiano una vittoria sportiva, un successo in tv».

Quanto si spende e cosa offrite?
«Si può scegliere di mangiare spendendo 50 euro a persona con un menù fisso. Oppure esiste la cena spettacolo,
con dj e animazione. Anche qui si parte da 50 euro. Il sabato gli addii al celibato vanno davvero forte. Potremmo
definirci il locale più grande d’Europa per questo tipo di feste. Abbiamo avuto fino a 30 gruppi per il festeggiamento
di addio al celibato».

Perché adesso il Pepenero è all’interno del Pascià?

«Il Pepenero aveva bisogno di una location perché aveva perso la sua storica location sul mare. Quindi abbiamo
creato questa collaborazione con il Pascià. Insomma, si sentiva proprio il bisogno di tornare a fare serate a tema
Pepenero, e il Pascià ci ha dato una mano».
Chi sono le Peperine?
«Le classiche ragazze della porta accanto. Giovani e divertenti».

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