Alberto Armatore Novella 2000 n. 34 2020

Alberto Armatore contro le ambiguità degli influencer: ‘Se è spot, ditelo’

Alberto Armatore propone un codice etico per gli influencer. L’Educatore del web contro i furbetti dei social: “Se è uno spot, segnalatelo”.

Quante volte tra le stories di Instagram troviamo i nostri amati influencer pubblicizzare prodotti? Niente di cui scandalizzasi. Fa parte del loro lavoro, guadagnano così. Esiste una vera e propria categoria che si chiama “influencer marketing” fatta di regole, previsioni economiche, clausole e tempi da rispettare.

Per evitare fraintendimenti, e non sentirsi traditi da chi ci affascina con la propria vita, e poi ci presenta un prodotto commerciale, è bene conoscere le regole del gioco.

Quello che manca è una regolamentazione, o meglio un “codice etico” che metta in chiaro come gli influencer dovrebbero relazionarsi con il loro pubblico.

Come Educatore Influencer sto lavorando, insieme al mio team, per svilupparne uno.

Una guida in questa “selva del web” è oggi più che mai necessaria, non per dire ciò che è giusto e ciò che non lo è (non spetta a me). Ma per segnalare ciò che sicuramente migliorerebbe in modo sano e più veritiero i nostri like e i nostri commenti.

Da sempre il marketing cerca di vendere, di accattivarsi le simpatie del pubblico che diventa consumatore. Gli influencer, quando sponsorizzano un prodotto, sono testimonial commerciali che si presentano come “amici” che consigliano.

Un codice etico sarebbe utile per togliere ambiguità, chiarire cosa è pubblicità e cosa no, renderci consumatori più consapevoli, e fan più smaliziati.

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