Zampetti Novella 2000 n. 37 2020

All’insegna del Bello con Fabrizio Zampetti: lo stile gioca in casa

L’esperto di stile Fabrizio Zampetti e la consueta rubrica All’insegna del Bello su Novella 2000: anche questa settimana si parla di stile.

“La moda cambia, ma lo stile resta”. E se lo diceva Coco Chanel, che di queste cose se ne intendeva, c’è da crederci. Tuttavia, di cosa parliamo quando parliamo di stile?

Nel mio lavoro, come nella mia vita, lo stile ha una importanza basilare. Quando si vendono case da sogno, l’impronta, l’immagine e il design sono basilari.

Poi, certo, intervengono altre varianti, non ultimo il prezzo. Ma a certi livelli conta quello che i Francesi chiamano “je ne sais quoi” e che noi potremmo tradurre come “quel certo non so che”.

Una casa è bella per come appare, per come è arredata, per il giardino che la circonda? O ci vuole qualcosa in più? E qui torniamo alla domanda iniziale: cos’è lo stile?

Potremmo definire lo stile un modo personale di comunicare, trasmettere agli altri la nostra identità. Lo stile di una persona sarà definito da come si veste, parla, si muove, ascolta e così via.

Anche una casa può avere un suo stile? Sì. Esso rispecchia quello di chi la abita, ovviamente. Ma dopo un po’ la casa diventa autonoma, acquista un suo stile personale. Potrà sembrarvi strano, forse bizzarro, ma è così.

Fidatevi della mia esperienza.

La Vespa: un mito intramontabile

Dal 1946 la Vespa, un modello Piaggio progettato dall’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, è sinonimo di tante cose: innovazione, design, libertà di movimento e di vita, voglia di ricominciare, stile italiano.

Esposta in permanenza alla Triennale di Milano e al MoMa di New York, la Vespa è inimitabile. Portata al cinema (vi ricordate Gregory Peck e Audrey Hepburn in Vacanze romane?) e cantata dai Lunapop (“Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi”) la Vespa non tramonterà mai.

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