Antonio Toela Novella 2000 n. 23 2022

Antonio Toela: intervista all’event planner più richiesto d’Italia

L'event planner più richiesto d'Italia si racconta, dagli esordi ad oggi: le stravaganze e la vocazione di Antonio Toela

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Essere re e regine per un giorno? Si può. Rendere possibile l’impossibile? Anche questo si può. Antonio Toela è l’event planner più richiesto del momento, re indiscusso di questo magico settore. Grazie all’amore per questo lavoro e all’elevata professionalità che lo contraddistinguono, Antonio riesce a trasformare ogni sogno in realtà.

Gli esordi nel settore

Come hai cominciato questo lavoro?

“Avevo 12 anni quando improvvisai la prima festa per bambini con due palle e un foulard. È cominciato tutto per gioco e per la passione. Ora sono 15 anni che faccio questo mestiere. All’inizio, fino ai miei 17 anni, mi sono specializzato nell’animazione per bambini. La mia prima agenzia di animazione e spettacolo aveva un team di 80 animatori e una sala feste che portava proprio il nome di Toela Feste.

Toela nasce dalla combinazione di To da Tony (il mio nome) e Ela da Carmela, il nome della mia prima fidanzata. Mentre il mio vero nome è Antonio Piscopo. Successivamente cominciai a lavorare con i villaggi turistici, fino a diventare una delle agenzie di spettacolo più importanti. Decisi così di assumere la proprietà della mia prima villa ricevimenti con Toela Eventi, in cui mi specializzai nella cura dei dettagli di ogni singolo evento. Dopo di questo cominciai a collaborare in veste di direzione artistica con il White Pearl di Casoria”.

In cosa ti differenzi dagli altri?

“La mia peculiarità è quella di studiare la persona che ho di fronte. Durante i primi incontri mi comporto come se fossi un po’ il loro psicologo, proprio per sviluppare un evento che sia cucito su misura. Negli anni ho realizzato cose molto particolari, come festeggiate calate dall’alto, torte volanti o galleggianti, maxi proiezioni strutturali, e tanto altro. Amo rendere possibile ciò che per gli altri è impossibile”.

Dalla pandemia ad oggi

In che modo la pandemia ha influenzato il tuo lavoro?

“Mi è pesato molto star fermo e non poter dare sfogo alla mia creatività, come invece faccio quotidianamente. Sono stati tempi duri, però non mi sono perso d’animo. Così ho creato il Salotto Toela, un talk in diretta con i professionisti del settore eventi”.

Tante sono le collaborazioni con grandi personaggi. Ce ne vuoi citare qualcuna?

“Per me organizzare un evento significa portare le persone a teatro. Per questo cerco sempre artisti che abbiano qualcosa da trasmettere con il proprio talento. L’anno scorso ad esempio per un 40esimo compleanno ho portato il grande Jimmy Sax. Quest’anno invece il cantante internazionale Low Deep T. Abbiamo organizzato un tropical party in cui non si è badato a spese e che ha richiamato molto l’attenzione pubblica. Oltre questo, tanti sono i personaggi con cui ho collaborato, tra cui Federico Fashion Style, Stefano De Martino, Fabrizio Corona, Valentina Stella e Franco Ricciardi”.

La richiesta più folle che ti è stata fatta per un evento?

“Quella che ancora deve arrivare. Per me non esiste la follia. Sono io in primis folle, quindi ogni richiesta è realizzabile. Ad ogni modo, per farvi degli esempi, credo che montare un’impalcatura di 18 metri soltanto per la presentazione della festeggiata sia già di per sé una follia”.

Quali sono i tuoi punti di forza?

“L’unicità e il non volermi mai ripetere. Per quanto mi riguarda non studio mai la concorrenza, e non ho Pinterest nel telefono. La mia mente non deve essere minimamente condizionata, ma libera di creare.

Sono forse l’unico planner senza depositi, non utilizzo mai il materiale di un evento due volte. Il cliente deve sentirsi coccolato e speciale, sempre al primo posto. Mi ritengo una persona molto umile, e anche se una persona ha dei limiti di budget cerco sempre di tirar fuori il meglio per creare qualcosa di unico”.

Qual è stato il tuo evento più importante?

“Quello che non ho ancora fatto. Ogni evento per me è importante. Questo mestiere per me è una vera vocazione, non potrei mai stare senza il mio lavoro”.

a cura di Rossella Di Pierro

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