Fabrizio Corona esce dal carcere e va in una comunità terapeutica

Fabrizio Corona esce dal carcere (leggi qui).

L’ex re dei paparazzi finalmente torna in comunità terapeutica.

Così ha deciso il tribunale di sorveglianza di Milano che ha stabilito che Corona vada in una comunità a Limbiate, vicino Milano.

L’ex re dei paparazzi dovrà andare in comunità

Il provvedimento, che permette a Corona di uscire già oggi da San Vittore, verrà confermato in un’udienza davanti a un collegio della Sorveglianza a fine marzo.

Potrà ritornare nel suo appartamento di via De Cristoforis, zona molto in di Milano, dalla quale però potrà uscire solo ed esclusivamente per recarsi nella comunità per seguire il percorso terapeutico e psicologico.

Fabrizio Corona esce dal carcere

L’abitazione di Fabrizio nei mesi scorsi era stata inzialmente sequestrata.

L’amministrazione giudiziaria ha deciso di affittarla e l’avrebbe affittata Silvia Proveddi,, la fidanzata di Corona.

Il percorso dell’ex agente fotografico è stato molto travagliato. Per molto tempo ha fatto di tutto per uscire dal carcere e dopo varie proteste e lo sciopero della fame sembra esserci riuscito.

Lo scorso 12giugno era stato condannato a un anno per illecito tributario. Accuse poi cadute e una successiva sentenza aveva spazzato via le contestazioni principali, tra cui l’intestazione fittizia di beni, sui 2.6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto, in parte in Austria. Il fatto di non essere giudicato un delinquente professionale, tuttavia non aveva agevolato in alcun modo la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.

Nell’udienza poco prima di Natale, Fabrizio aveva chiesto al giudice di essere aiutato e in quell’occasione il pm a glia aveva risposto così:

Se il suo obiettivo è uscire di galera faccia tesoro delle sue esperienze”.

Puntale era arrivata la risposta di Corona: “Io ho avuto molto tempo per studiare in carcere. La relazione del pm sulle imposte evase  è clamorosa e piena di bugie”. Pronta la reazione del pubblico ministero, che ha chiesto ai giudici “l’ammonizione” dell’ imputato, il quale subito ha ribattuto: “Io ho il diritto di difendermi. Se in un atto c’è qualcosa di non vero, io lo devo dire. Siamo in un Paese civile, non lo faccio solo per me, ma per tutti i cittadini italiani”.

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