Resente Novella 2000 n. 39 2021

Studio Resente: un decalogo di decoro per turisti

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Dopo i periodi di chiusura, finalmente i turisti stranieri sono ritornati in massa a visitare il nostro Paese. Tuttavia, noto sempre di più come questi abbiano comportamenti poco rispettosi e si sentano autorizzati a fare quello che vogliono, in completo dispregio delle minime regole di base. Per questo riterrei opportuno introdurre un decalogo che stabilisca alcune regole che i turisti devono rispettare dal momento in cui vengono a visitare l’Italia o trascorrervi le loro vacanze.

Un decalogo che regoli l’inciviltà dei turisti

Prima di tutto fisserei delle regole per quanto concerne l’abbigliamento. Non è possibile che tutto venga permesso, dal girare tranquillamente per le città d’arte a petto nudo, con infradito se non addirittura scalzi, senza un minimo di buon gusto. Se devi visitare una chiesa o un museo devi avere un abbigliamento consono, come sicuramente farebbero nel loro paese.

Poi basta con gente seduta davanti le vetrine o i monumenti che mangia o beve, no! Per mangiare o bere ti siedi a un bar o un ristorante. L’inciviltà non fa parte del nostro vivere. Anzi, prima di sedersi devono cortesemente chiedere se lo possono fare, e solo dopo una risposta positiva accomodarsi. E poi invitiamoli anche ad avere un tono di voce corretto. Urlano, si chiamano a voce alta, massimo disinteresse per le altre persone…

Vengono ospiti nel nostro paese e devono rispettarci. Anzi, perché non far pagare – visto la bellezza e la ricchezza di monumenti che richiedono ingenti somme per il loro restauro e manutenzione – una tassa di ingresso? Non dobbiamo aver paura di farlo. Ricordiamoci che siamo il Paese più bello al mondo! E questi ricavi devono servire proprio per le spese di restauro.

Il problema degli animali

Altro aspetto anche gli animali. Mi è capitato di vedere un turista straniero con due enormi cani, ovviamente senza museruola, girare per Venezia bloccando una calle perché prima di tutto le persone avevano paura, e poi non riuscivano passare!

Ma – mi chiedo – perché devono visitare le nostre città con enormi cani, ma come fan- no ad entrare nei musei, nelle chiese, nei negozi.

A proposito comunque dei cani, vorrei sottolineare alcuni aspetti che tutti i proprietari dovrebbero rispettare, come girare sempre con una bottiglia d’acqua per pulire quando fanno i loro bisogni. Non è sufficiente raccogliere, e molte volte non lo fanno, ma è necessario lavare anche quando fanno la pipì.

Io ho sempre avuto cani, ma ho sempre rispettato determinate regole. Adesso avere un cane – ovviamente di razza, perché non si vedono più bastardini – sembra sia quasi un lasciapassare per fare tutto!

E poi per i cani più grandi stabiliamo delle regole più precise, e anche nei ristoranti evitiamo, sia per una que- stione di educazione sia per rispetto, di farli magiare sulla tavola o dal piatto! A casa sua ognuno può fare quello che vuole, ma poi esistono le regole di civiltà e del buon vivere!

Ma tornando alla questione dei turisti stranieri, andiamo a stilare questo decalogo con le norme di comportamento. Fissiamo però anche delle sanzioni nel caso non le rispettano da pagarsi subito come fanno in altri Stati.

Il pagamento immediato deve valere anche per le infrazioni del codice stradale, sperando che così rispettino di più le regole.

Imporre delle norme non deve farci paura di perdere turisti. Anzi, farà capire a tutti la serietà di noi Italiani evitando così certe campagne stampa denigratorie che abbiamo subito, facendo ancor più desiderare di venire nel nostro meraviglioso Paese.

a cura di Alessandro Resente

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