In un’intervista a Vanity Fair, Clara ha parlato della pressione mediatica legata ai sold out e ai concerti vuoti. Ha condiviso la sua esperienza con i club semi vuoti senza sentirsi “una perdente”. Piuttosto ha criticato l’ossessione per il successo immediato.

Clara sui concerti e finti sold out

Sono settimane che il mondo della musica italiana discute di finti sold out, biglietti svenduti all’ultimo minuto e l’ossessione collettiva per riempire gli stadi. E ora anche Clara, una delle voci emergenti più seguite del momento, dice la sua in un’intervista rilasciata a Vanity Fair con Chiara Oltolini.

La cantante, che sta girando i festival italiani estivi con Scelte stupide, il duetto con Fedez, ha affrontato con lucidità una questione diventata ormai un tabù.

Senza filtri, Clara ha raccontato la sua esperienza con i live: Sembra che se non riempi i concerti sei una sfigato. Che ansia! Nel mio primo tour, in alcuni club non ho superato la metà della capienza. Non mi sono sentita una perdente, mi sono detta: vabbè, con calma spero di convertire gli ascoltatori di Spotify in spettatori ai live”, ha spiegato la cantante.

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Clara ha sottolineato come oggi si viva sotto una pressione costante e irragionevole, specie per chi ha iniziato da poco: “Mi rendo conto che ci si aspetta una rapidità di successo folle. Ehi, calmi: sto in giro da due anni”, ha detto con fermezza.

Ma chi impone questa fretta? Secondo lei, sono i media e i social a creare l’ansia da prestazione: “I giornalisti, i tiktoker che analizzano quanto vendiamo noi cantanti… È come avere una pistola puntata alla tempia: o fai sold out o sei fuori. E poi si parla tanto di salute mentale…, ha aggiunto con tono critico.

Dunque Clara è stata piuttosto chiara. In quest’intervista ha rivendicato il diritto di crescere artisticamente con i propri tempi. Senza frette e senza alcun tipo di pressione, come accade negli ultimi anni in maniera sempre più insistente.