BellaMa ricorda le vittime di Crans Montana: le anticipazioni
Pierluigi Diaco celebra il ricordo delle sei vittime italiane tra commozione e testimonianze dirette su Rai 2 a BellaMa Il…
Pierluigi Diaco celebra il ricordo delle sei vittime italiane tra commozione e testimonianze dirette su Rai 2 a BellaMa
Il pomeriggio di Rai 2 si fa silenzioso, raccolto. BellaMa diventa uno spazio di memoria e di ascolto, dove le parole cercano rispetto prima ancora che racconto. A un mese dalla tragedia di Crans-Montana, Pierluigi Diaco sceglie di aprire la puntata di lunedì 2 febbraio ricordando i sei ragazzi italiani che hanno perso la vita in Svizzera: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi.
Riccardo Minghetti e la voce del Liceo Cannizzaro
Dallo studio arrivano le parole più difficili: quelle di una docente e di cinque studenti del Liceo Cannizzaro di Roma. Raccontano Riccardo Minghetti nel giorno che avrebbe dovuto essere di festa, il suo diciassettesimo compleanno. Un giorno che invece pesa come una ferita. Nei loro racconti c’è la fatica dell’assenza, ma anche la forza dei legami che restano, di una comunità scolastica che continua a sentirlo presente.
Emanuele Galeppini e l’abbraccio del Golf Club di Rapallo
Il viaggio della memoria prosegue a Rapallo, al Golf e Tennis Club, con il collegamento curato dall’inviato Andrea Amato. Qui prende forma il ricordo di Emanuele Galeppini, giovane talento dello sport, descritto da chi lo ha conosciuto come una promessa vera, luminosa. Il suo nome continuerà a vivere sulle divise dei compagni di squadra, che per tutta la stagione indosseranno un logo commemorativo: un gesto semplice, ma potentissimo, per dire che Emanuele è ancora lì, con loro.
La lettera per Giovanni Tamburi
A chiudere la puntata sono le parole della Generazione Z del programma, che leggono la lettera scritta dagli studenti del Liceo Righi di Bologna per Giovanni Tamburi. Un messaggio che attraversa città diverse e le unisce nello stesso dolore, nello stesso bisogno di ricordare. Un cerchio che si chiude nel segno della solidarietà, del rispetto e dell’amore che resta, anche quando tutto il resto si ferma.
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