“Riposati, hai le occhiaie!”. Se siete tra quelle (e quelli) che hanno sempre gli occhi sottolineati da ombre scure e incavate, sicuramente avete sentito questa frase.

E vallo a spiegare che il sonno e il riposo possono fare poco, e che anche dopo una settimana di ferie senza il minimo stress la situazione cambia poco. Correttori e make-up vari possono fare molto, coprire, dissimulare.

Ma poi arriva il momento che ci si vuole struccare, o, con l’arrivo dell’estate, si vuole alleggerire la dose di trucco. E le occhiaie tornano a invecchiare e appesantire lo sguardo.

Uomini, donne, in là con gli anni o relativamente giovani, l’occhiaia è trasversale e democratica: colpisce chi deve colpire. La medicina estetica, però, può aiutare.

Una trasparenza poco gradita

Prima un passo indietro, per capire cosa sono le occhiaie, e perché sono pressocché inevitabili per chi è destinato ad averle. La pelle del contorno occhi è molto delicata, con uno strato di grasso sottocutaneo sottilissimo.

Quando, per età, costituzione o sollecitazioni esterne (troppo sole, per esempio) la pelle si assottiglia e perde elasticità, si vede il colore bruno del muscolo perioculare sottostante.

Ecco, le occhiaie sono proprio questo: il colore scuro del tessuto muscolare che appare in trasparenza sotto la pelle assottigliata. Non sono un problema di salute, ma l’estetica può dare parecchio fastidio. In alcuni casi, anche intaccando l’autostima della persona.

Gonfiare il palloncino

Per risolvere il problema esistono due soluzioni. La prima è la più conosciuta: biofiller di acido ialuronico da iniettare nella fossa lacrimale, in modo da sollevare la pelle, staccarla dal muscolo e rimpolpare l’occhio infossato.

n pratica è come se si rigonfiasse un palloncino che col tempo si è svuotato. Si tratta di un prodotto studiato per la correzione dell’occhiaia, che riempie e al tempo stesso rivitalizza la pelle. È un trattamento che può essere fatto in ogni momento, non ha tempi di recupero, se non un leggero arrossamento dovuto all’iniezione, che scompare rapidamente. E nessuna controindicazione per riprendere immediatamente la vita normale.

La zona delle occhiaie, però, è una zona anatomicamente complicata, quindi è necessario affidarsi a mani esperte, che sanno come muoversi, come raggiungere in sicurezza la zona da trattare, dove iniettare il filler.

Il filler è totalmente riassorbibile. Dunque, dopo un tempo che può andare da tre mesi a un anno a seconda della persona, deve essere ripetuto il trattamento.

Rivitalizzare

Meno invasivo è il trattamento con biorivitalizzanti specifici, che migliorano il tono, la grana e l’elasticicità della pelle nel contorno occhi.

Nel caso di occhiaie giovani, non troppo infossate, possono risolvere direttamente il problema.

Il prodotto viene iniettato localmente grazie a microaghi specificamente studiati, lunghi meno di mezzo millimetro (ogni siringa ne ha tre che lavorano contemporaneamente) in modo da rispettare la pelle che – ripetiamo – nella zona è particolarmente sottile e delicata.

Nella fase inziale del trattamento, per stimolare la pelle, è bene fare una seduta ogni quindici giorni, per poi allungare i tempi anche a ogni tre mesi.

Prevenire, almeno un po’

La soluzione dunque è piuttosto semplice, e purtroppo la prevenzione può far poco.

I consigli per limitare le occhiaie sono i soliti: una vita riposata e senza stress (per molti fantascienza!), evitare i radicali liberi che invecchiano la pelle, ridurre l’esposizione al sole, proteggersi e idratare spesso con creme di qualità.

Purtroppo, però, se la genetica ha deciso, le occhiaie arrivano, e con queste gli sguardi e le frasi di circostanza di chi si incontra: “Sei sciupata, hai le occhiaie…”. Se siete stufe di sentirlo, ora sapete cosa potete fare.

a cura di Alessandro Gualdi