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“Cara Amica ti scrivo”: ecco la lettera di Matteo Osso alla sua amica Andrea Delogu

Matteo Osso | 18 Marzo 2016

Ho fatto l’impossibile per non dover scrivere proprio di lei, ma niente da fare, mi tocca. Ecco l’identikit: ha passato […]

Ho fatto l’impossibile per non dover scrivere proprio di lei, ma niente da fare, mi tocca.

Ecco l’identikit: ha passato i trenta, non arriva dritta dritta da nessun reality, non è fidanzata con un calciatore e non è stata lanciata da un sex tape (almeno che io sappia)…
Ma, la cosa che me la rende assolutamente insopportabile è che le voglio bene.
Ok, vi dico il nome: Andrea. Ok, vi dico anche il cognome:  Delogu.
Inutile nascondersi dietro un dito, siamo amici. Da un bel po’. E scrivere degli amici è sempre un problema perchè se ne parli bene è ovvio, è una tua amica, ma se ne parli male sei uno stronzo.
Ma io, furbissimo, prima di procedere ho aspettato che arrivasse la benedizione dall’alto: Raffaella Carrà con la sua propria voce l’ha benedetta in diretta telefonica su RadioDue come una tra le più brave giovani conduttrici, raccontando di averla vista in televisione e di averne apprezzato talento e bellezza.
Al che, temendo che l’emozione potesse esserle fatale, ho preso il coraggio a due mani.
Cara Andrea, la vita non è stata tutta in discesa per te: sei solo un metro e settantatrè, per anni hai avuto un orrendo colore di capelli e Spilla, il tuo cane di pura razza canina, quasi sempre è l’essere più elegante in casa. Ma la ruota ha cambiato il giro e i tuoi sogni stanno diventando realtà: conduttrice de I Sociopatici tutti i pomeriggi su Radiodue, femme fatale nello storico “processo del lunedì” ma, soprattutto, insolita quanto avvincente cinefila in “troppo giusti”, unico programma della storia della televisione (in onda tutti i Venerdi alle 23.30 su Raidue) capace di parlare di cinema in maniera interessante, senza rovinare la sorpresa a chi al cinema ci deve ancora andare ma soprattutto senza sucitare immediato torpore negli innocenti telespettatori. Certo, il merito in questo caso non è tutto tuo, cara Andrea: al tuo fianco hai un signor compagno, tale Marco Giusti, uomo dal taumaturgico potere di infondere lo spirito della Settima Arte perfino in te, che fino a due ore prima scarabocchiavi con le zeppe i pavimenti delle discoteche.
Ma parlando di compagni…. Quel tuo coinquilino, quello che trovo in cucina quando vengo a cena, quello che ti videochiama come neanche Valeria Marini faceva ai tempi d’oro con Vittorio Cecchi Gori, insomma quel Francesco Montanari… Sarà mica il tuo fidanzato? No perchè prima o poi bisogna mettere la testa a posto eh, e non solo facendo la tinta!
Ebbene cara Andrea Delogu, a costo di darti un dispiacere nelle poche righe che mi rimangono sarò serio: se è vero che nella vita si raccoglie ciò che si è seminato, per te è arrivata la mietitura. Gli anni delle porte in faccia, dei CD dalle copertine inguardabili, degli eterni provini in cui passavano avanti quelle che avevano l’amico giusto, gli anni del monolocale ricavato in un negozio putrescente e dei copriletti in nylon con le stampe a fiori, tutto questo oggi ha un senso. E io mi siedo in fondo alla sala, guardo come tutto sta succedendo e con un sorrisetto idiota dipinto in volto penso che sono felice per te, amica mia.

Gian Mattia D'Alberto / LaPresse 29-10-2015 Milano spettacolo Presentazione offerta Radio RAI nella foto: Andrea Delogu Gian Mattia D'Alberto/LaPresse 29-10-2015 Milan Presentation offer RAI Radio in the picture:   Andrea Delogu