Qassem Soleimani: chi era il generale iraniano ucciso da un attacco USA

Chi era Qassem Soleimani il generale iraniano ucciso da un attacco USA

Chi era Qassem Soleimani dell’Iran: le informazioni sul generale la cui morte, per mano degli Stati Uniti, accende la paura di una terza guerra mondiale.

Chi era Qassem Soleimani da amico a nemico USA

Qassem Soleimani aveva 62 anni e dal 1998 comandava le forse Quds. Si tratta cioè delle unità speciali delle guardie rivoluzionarie iraniane. È stato un elemento simbolo per l’Iran poiché negli ultimi vent’anni dietro ogni vittoria militare iraniana c’era la sua firma. Come riporta anche il quotidiano La Repubblica, l’ex agente della Cia John Maguire lo aveva definito “la persona operativa più potente in Medio Oriente”.

Oggi nemico ucciso dagli USA, prima dell’11 settembre la stessa amministrazione americana aveva ritenuto il generale molto affidabile, tanto che era un punto di riferimento degli Stati Uniti nella lotta ai Talebani afgani.

Ma poi la caduta delle Torri Gemelle e l’aver inserito, da parte di Bush, l’Iran nella cosiddetta “asse del male” ha portato ad una svolta radicale. E così Qassem Soleimani ha voluto da quel giorno infliggere colpi mortali agli Stati Uniti, specialmente da quando al governo c’è Donald Trump.

Le azioni in Iran di Qassem Soleimani

Come detto, tutte le vittorie dell’Iran dal punto di vista militare negli ultimi vent’anni hanno visto al comando Qassem Soleimani. Il generale, negli anni, ha stretto un forte legale con il gruppo armato sciita libanese Hezbollah e ad esso ha fornito non solo supporto, ma anche armi e soldi. Ciò ha portato Soleimani e il gruppo anche a sostenere Assad al poter in Siria. Questo ha quindi reso possibile un forte controllo di Damasco garantito anche dalle amicizie russe del generale.

Al suo comando, le truppe iraniane e irachene hanno inoltre fermato l’avanzata dell’Isis. E ciò ha portato il generale a diventare una vera e propria star nel suo Paese, tanto da avere milioni di follower sul suo account Instagram.

Ecco che quindi, sia sostenitori che oppositori, hanno considerato Qassem Soleimani l’uomo chiave dell’influenza iraniana in Medio Oriente, rafforzando quindi il peso diplomatico della nazione. Se per gli sciiti in Medio Oriente, il generale era una vera e proprio icona, un idolo, in Occidente è sempre stato visto come il responsabile nell’aver esportato la Rivoluzione islamica dall’Iran e di aver sostenuto i terroristi. Infine in Iran, in piena crisi economica, era visto come un eroe. E molti gli avevano suggerito di intraprendere la carriera politica. Lui, però, fino a qualche settimana fa aveva sempre respinto le voci che lo vedevano candidato per le elezioni presidenziali del 2021.

Morte di Soleimani: paura per la terza guerra mondiale

La morte di Qassem Soleimani ha sicuramente un risvolto geo-politico di forte spessore. Il raid notturno delle forze americane che ha portato alla morte di otto persone totali, tra cui il famoso generale, potrebbero avere un risvolto disastroso che potrebbe portare ad una guerra.

Secondo le fonti americane, l’attacco di Trump avrebbe permesso il salvataggio di molte vite umane, poiché sarebbe stato sventato un imminente attacco. Ma questo potrebbe avere risvolti disastrosi. La comunità internazionale ha invitato Washington e Teheran ad evitare azioni impulsive. Ma c’è comunque da dire che questo sicuramente aumenterà le tensioni nella regione. Se la Russia ha espresso il proprio cordoglio nei confronti dell’Iran, la Germania si è schierata tra coloro che chiedono moderazione.

Ma cosa può succedere adesso che è morto Qassem Soleimani? Molti, commentando anche sul web (il nome è in trend mondiale su Twitter da stamani), hanno paura dello scoppio di una terza guerra mondiale. Facciamo un po’ di chiarezza basandoci anche sulle informazioni che riporta il quotidiano online Open. Se i rapporti tra Stati Uniti e Iran sono sempre stati sul filo del rasoio, ora quel filo si è spezzato. Considerando anche che il generale in Iran era apprezzato sia dai sostenitori che dagli oppositori, la reazione popolare si è già fatta sentire. E adesso quindi è considerato un martire. Inoltre sicuramente l’Iran non si tirerà indietro nel rispondere a questo atto che va contro il diritto internazionale.

La prima ipotesi è che quindi l’Iran possa rispondere colpendo una nazione in cui possiede una presenza militare e di intelligence. E questi Paesi sono la Siria e l’Iraq, ma in misura minore anche lo Yemen e l’Afghanistan. Comunque la risposta sarà sicuramente ponderata da parte dello Stato iraniano. La seconda ipotesi è invece che l’Iran posso colpire un obiettivo americano.

Difficile che si scateni una vera e propria guerra mondiale, poiché l’Iran mira a mantenere gli equilibri in Medio Oriente. Certo è che da una parte Cina e Russia sostengono la nazione e dall’altra alle prossime elezioni presidenziali potrebbe vincere l’ala più conservetrace e anti-americana del Paese. Comunque la morte di Qassem Soleimani ha dato il via ad un situazione ancora più critica e pericolosa di quanto già non lo fosse.

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