Enrico Papi

Enrico Papi a La Capannina a ritmo di “Mooseca”….

Enrico Papi gran “matador” della serata con un pubblico entusiasta e molto coinvolto col personaggio che non si è risparmiato sia in selfie e autografi. Sul palco de La Capannina di Forte dei Marmi ha proposto una versione di Sarabanda, lo storico programma musicale delle Reti Mediaset, molto particolare.

La Capannina continua ad animare le notti estive della Versilia. Vale la pena parlarne un po’. A Forte dei Marmi, nello storico locale gestito da Gherardo Guidi, il vero protagonista resta l’amore. Sin dai tempi di Sapore di Mare, film cult che continua a spopolare ad ogni replica televisiva. La Capannina non sente il peso degli anni e non invecchia. Qui è di casa Cupido, che continua a divertirsi
con le sue frecce colpendo tanti clienti. Ogni sera ci sono artisti diversi e di varie età. Così, dopo cena, con la musica, si va avanti fi no all’alba cantando tanti successi degli anni Sessanta. Tra queste pareti sembra davvero che il tempo si sia fermato:
tutto oggi è come in Sapore di mare, il cult dei Fratelli Vanzina, ambientato negli anni sessanta. Impossibile non incontrare qui
Jerry Calà, ospite fisso di questo locale in estate (anche se, per la prima volta, ha trascorso il suo ultimo compleanno lontano dalla Versilia).

Ogni sera, con le sue canzoni, è un’emozione sempre diversa. Ma non mancano neanche  i nuovi talenti che fanno
impazzire i giovanissimi. «Ad esempio da noi è stato Marracash», racconta il patron Gherardo Guidi, «ma la vera istituzione rimane
Jerry, che  ogni volta fa sognare, divertire. Con lui torniamo tutti indietro nel tempo agli anni Sessanta.
Sentire i clienti che all’uscita mi dicono: “Ci siamo divertiti”, è la mia più grande soddisfazione. Jerry i suoi 65 li ha festeggiati qui
con una mega torta, musica e suo figlio Johnny».

La Capannina esiste dal 1929, ha accolto personaggi come Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, in seguito Edith Piaf, Gloria Gaynor,
Patty Pravo. Lei lo gestisce da quarant’anni quando è stato ceduto da Franceschi. «Ho tantissimi ricordi. Prima di tutto indimenticabili sono gli amori: quelli dell’epoca erano diversi da quelli estivi di oggi, spesso sfociavano in un matrimonio. Quando
ci si incontrava l’anno successivo qui, si parlava delle lettere d’amore scritte e ricevute durante l’inverno».

Ha mai fatto il conto di tutti gli amori nati qui?
«Direi che in questo locale si sono innamorate almeno duecentomila persone. Vi sembra esagerato? Credetemi, non lo è. E aggiungo che molti sono personaggi dello spettacolo che ancora mi ringraziano. Non chiedetemi chi sono, non posso fare nomi per privacy».
Ma qual è la canzone simbolo di La Capannina?
«Sapore di mare, ovvio. È questa la nostra colonna sonora. Poi, chiaro che ce ne sono anche tante altre. Però devo dire che i grandi amori sono nati sulle note delle canzoni anni Sessanta».
Sapore di mare è anche il film del 1982, legato inevitabilmente a La Capannina. Lei era dietro le telecamere
durante quei ciak?
«Io ero qui, certo. Prima di me, in questo locale non facevano entrare nessuno, neanche i fotografi, io invece ho aperto La Capannina a tutti. Quel film ha contribuito molto».
Qui il tempo sembra essersi fermato.
«È rimasto tutto com’è. Forse la bellezza è proprio questa».
Perché La Capannina ha ancora tanto successo?
«Perché qui ci si innamora e perché la musica è bella, e a parlarvi è un ex batterista».

 

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