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Goodbye Prince

Matteo Osso | 22 Aprile 2016

Prima i rumors del sito Tmz, poi le conferme in serata: Prince è morto. Nella sua Minneapolis, dove 57 anni […]

Prima i rumors del sito Tmz, poi le conferme in serata: Prince è morto. Nella sua Minneapolis, dove 57 anni fa era nato e da dove non se n’era mai voluto andare, nonostante l’immenso, travolgente successo lo abbia portato a viaggiare in tutto il mondo.
Lo hanno trovato privo di sensi nell’ascensore della gigantesca villa-studio di registrazione che aveva costruito, sulle prime i tentativi di rianimarlo, poi la sconfitta: uno dei più grandi artisti della scena musicale degli ultimi quarant’anni non ce l’ha fatta.
Oggi il corpo sarà sottoposto ad autopsia per accertare la causa della morte, ma sempre secondo Tmz potrebbero esserci delle connessioni con l’improvviso ricovero in ospedale di alcuni giorni fa, in conseguenza del quale era stato interrotto un tour di concerti. Ufficialmente la causa della sospensione del tour era dovuta aduna brutta forma influenzale che lo avrebbe colpito improvvisamente, ma stando al sito americano pare che fonti attendibili confermino l’ipotesi che il ricovero fosse dovuto ad un abuso di oppiacei.
Se scrivessi in inglese direi “whatever”. Poco importa la causa della morte, la tristezza rimane per la scomparsa di un talento incredibile (incredibile  questo video unplugged), concentrato in  un metro e cinquantotto di assoluta creatività.
Era stato capace di romanzare la sua storia di ragazzo con la travolgente Purple Rain, e di scandalizzare l’America puritana degli anni 80 con una carica sessuale che, a dispetto del fisico minuto, era capace di sedurre donne e uomini, e ad entrambi si rivolgeva senza troppe preoccupazioni.
Il Presidente Obama lo ha definito “un’icona di creatività”, e lunga è la lista delle celebrity internazionali ma anche nostrane, da Justin Timberlake a Jay Z., fino al tributo di Noemi, che hanno voluto rendergli omaggio. Non ultima la sua città, dove migliaia di fans si sono immediatamente radunati e hanno passato la notte ballando sulle sue note.
Forse il modo migliore per salutare un genio che con la musica era riuscito a mettere d’accordo bianchi e neri, giovani e adulti, omo e etero.
Addio, Prince. E grazie.
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