Resente Novella 2000 n. 29 2022

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Studio Resente: cantiamo l’Italia migliore

Redazione | 6 Luglio 2022

I modelli autoriali della canzone italiana che ci meritiamo sono davvero quelli “imposti dall’alto”? Tra nostalgia per il passato e criticità del presente, con Alessandro Resente

La musica dei tempi

Come la moda, anche la musica ha sempre rappresentato i tempi e la società del momento. E in questa situazione, in cui i personaggi vengono imposti più che scelti veramente dal pubblico, ci si rende conto di quanto sia effimera questa società e di quanto i valori vengano messi in secondo piano.

Io sono soprattutto sconvolto da certi fenomeni, che risulta abbiano anche un buon successo di pubblico, e da questo capisco perché alcuni artisti continuino ad essere amati.

Uno dei complessi esploso all’improvviso dopo essere andato a Sanremo 2020 tra i VIP – non si sa perché e sulla base di quali successi – sono i Pinguini Tattici Nucleari. E rimango sempre sbalordito dai testi delle loro canzoni, che secondo me hanno raggiunto l’apice quando arrivano a scrivere e cantare: “Tu mi hai insegnato la differenza tra le ciliegie e le amarene, e io non la dimenticherò più”. Ma sentite la forza di questo verso? Tutti proviamo delle emozioni ricordando quando il nostro primo amore ci ha insegnato questa differenza! Ti rendi conto proprio come cantino l’essenza della vita!

Ma dai, come si può essere arrivati così tanto in basso… Abbiamo avuto cantautori che hanno scritto pagine di poesia, che hanno cantato le emozioni dell’amore che sentivi veramente vibrare dentro, e adesso siamo arrivati a simili livelli?

Ma ci rendiamo conto di come stiamo scivolando sempre più verso il basso? Quello poi che mi colpisce è che i ragazzi continuano a cantare De Andrè, Battisti, Venditti, Baglioni. Questo perché i testi delle loro canzoni esprimevano sentimenti, concetti, emozioni vere che loro tramutavano in musica!

Rapper vs. De André

Adesso, con i rapper, con i nuovi fenomeni tutto sta venendo meno per logiche di mercato. Quando ascolti La canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè, come fai a non emozionarti, sentire i brividi? O anche la bellissima Bocca di Rosa, la canzone preferita di mia mamma. A novant’anni ancora la richiedeva alla radio, unica e mitica oltre che il mio grande amore, che raccontava uno spaccato della realtà!

O le canzoni di Lucio Battisti, con i testi di Mogol… Come si fa non sentirle ed emozionarsi? E per forza si cantano ancora e continuamente.

Vorrei citare tanti versi, tante canzoni, ma sarebbero veramente un’infinità. Così tanti per far vibrare in ognuno di noi un ricordo, un’emozione, e perché no anche una risata. Ricordo solo un verso di Valentina di Ornella Vanoni, che dice “Lacrime calde su tre fette di Saint-honoré”. A quanti sarà capitato che per dimenticare la fine di un amore ci si riversava sui dolci per cui si piangeva? Con una bella fetta di torta si cercava di superare il momento!

Poi, basti solo pensare che tra le nuove mode c’è quella che i ragazzi che devono affrontare la maturità invece di stare casa a prepararsi o concentrarsi si trovano la sera prima dell’inizio degli esami a cantare. E a cantare cosa, se non Notte prima degli esami di Antonello Venditti, successo del 1984? Intramontabile! Canzoni che hanno un testo, che raccontano, che descrivono.

Questa continua volontà di non dire, d’imporre, di raccontare in maniera scorretta purtroppo sta impoverendo la nostra società! Non viene più premiato il migliore, ma chi è stato deciso da qualcuno! Ma è possibile che non riusciamo a ribellarci a questo sistema? Perché non pretendiamo rispetto e trasparenza?

Lo scadimento continuo, supportato da molti giornali, ha fatto sì che la gente si stia allontanando dalla televisione. Si parla di trasmissioni di successo quando raggiungono a malapena il sabato sera il 16% su Rai 1. Ma ci ricordiamo i dati dei veri show del sabato sera? Cerchiamo con umiltà di ammettere i propri errori e riprendere con serietà. C’è bisogno di maggiore professionalità, di artisti veri che sappiano cantare, ballare, presentare.

Scollamento tra scuola e realtà

Bisogna ritornare alla vera canzone d’autore, la cultura di un Paese va costruita partendo anche dalle piccole cose! Dobbiamo educare i ragazzi a crescere, ad assaporare il piacere della lettura, ad avvicinarli e riscoprire la bella musica.

Si dovrebbero censurare certe canzoni, tanti testi dei rapper che incitano all’odio o alla cattiveria, o come quella di Madame che arriva a dire “Padre mio non ti ucciderò”. Ma come si fa?

Siamo in mano a persone che non vivono la realtà, ma sono chiuse nel loro mondo senza vedere quello che succede, come si vive e i problemi che si devono costantemente affrontare ogni giorno.

Pensate che alla maturità del 2022 si sono dati dei temi che partivano da Pascoli o Verga. Io ho fatto la maturità scientifica nel 1979, e tra i probabili titoli c’erano questi due autori!

Il mondo è cambiato, c’è stato il progresso. Indubbiamente sono dei grandi, ma bisogna far amare ai ragazzi la lettura scoprendo nuovi autori. Un Fabio Volo perché non si dovrebbe leggere a scuola, vista la sua capacità di trasformare emozioni, sentimenti in pagine da divorare?

Facciamo assaporare le parole delle poesie di Ada Merini: “C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l’età. Quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare”. Forse leggermente diversa dalla differenza tra amarene e ciliegie…

È inutile voler riformare la scuola se non si parte dai programmi. Come si fa ancora nel 2022 a dare certi temi? È un indicatore preciso della situazione dell’apparato di Stato, disconnesso e non in sintonia con i tempi.

Si parla di digitalizzazione del sistema, ma la modernità non risolve il problema fino a quando i tecnici, i funzionari rimangono gli stessi. Nelle aziende il processo di ammodernamento lo fanno le persone, le idee, le decisioni… Non un computer!

Vogliamo creare uno Stato migliore, vogliamo per una volta dare una scossa a questo apparato at- tuando le riforme tanto promesse da Draghi, ma che purtroppo non si vedono e restano solo parole al vento? Intanto però anche i problemi restano, anzi aumentano.

Semplice domanda che pongo a Draghi: quali sono stati gli interventi, le leggi introdotte dal suo governo che hanno migliorato la vita degli Italiani?

Attendo speranzoso una precisa risposta, e nel frattempo continuo a gridare “Sono orgoglioso di essere italiano!”.