Resente Novella 2000 n. 15 2021

Studio Resente: facendo i calcoli, ecco quanto valgono davvero i sussidi del Governo

Il nostro Alessandro Resente fa i conti in tasca a Draghi, per capire quanta efficacia avranno davvero i sussidi promessi dal Governo.

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Penso e ritengo che il primo dovere di un politico, eletto oppure anche scelto come Draghi, sia quello di dire la verità ed essere sempre trasparente e non infondere false illusioni. Purtroppo, questa abitudine è completamente venuta meno con Conte (ricordiamoci sempre le sue conferenze stampa con le domande dei giornalisti). Ma purtroppo anche con Draghi, forse consigliato dagli stessi tecnici e burocrati che dimostrano, con ciò, sia che ci considerano ignoranti (sottolineo ignoranti), sia che beviamo quello che ci dicono.

Mi riferisco al decreto “Sostegni”, che promette percentuali di rimborso delle perdite dal 60 al 20%! Draghi si è permesso di dire che ha fatto il massimo, che ha cercato le maggiori risorse disponibili. Ma per cosa? Per dare delle briciole, far vedere che anche lui dà qualcosa!

Voglio per questo vedere con voi il Decreto Sostegni, e quanto viene effettivamente bonificato.

Decreto Sostegni: quanto sarà assegnato?

Prima di tutto il contributo riguarda imprese e lavoratori autonomi con ricavi inferiori ai 10 milioni di euro, che devono aver registrato una diminuzione di fatturato almeno del 30% tra il 2019 e il 2020.

Una volta verificato questi requisiti, si deve procedere al calcolo del bonus. Però attenzione – e qui sta la furbizia – il contributo non viene calcolato sul totale della riduzione dei ricavi. Si divide invece il valore ottenuto per 12, in quanto viene determinato sul valore medio mensile della perdita. Cioè, viene erogato solo per un mese senza alcuna motivazione o giustificazione.

Per cui, se prendiamo il valore del 60% diviso 12 otteniamo solo il 5%. Vale a dire, viene riconosciuto un contributo pari ad 1/20 della contrazione dei ricavi. Sicuramente era più semplice scrivere 5%, invece di dover fare una serie di calcoli.

Ma vogliamo mettere 60% contro un piccolissimo 5%? Caro Draghi, questa non è correttezza. Davanti a lei c’è in popolo che soffre, e lei usa questi stratagemmi per illudere! Ci pensi alla sera, prima di dormire!

Due semplici esempi

Ma voglio essere ancora più chiaro con due esempi.

Piccola impresa, nel 2019 ha avuto ricavi per euro 85.000, nel 2020 ha dimezzato i ricavi arrivando ad euro 42.500 con una contrazione annua dei ricavi pari ad euro 42.500. Essendo nella prima fascia con una percentuale pari al 60%, il contributo dovuto si calcolerà dividendo euro 42.500 per 12 e moltiplicandolo per il 60% ottenendo così l’importo di euro 2.215, inferiore perfino ai contributi fissi dell’INPS, ha dimezzato gli incassi e riceve poco più di 2.000 euro!

Impresa con ricavi nel 2019 pari a euro 2.500.000, nel 2020 euro 750.000. La diminuzione dei ricavi è pertanto pari ad euro 1.750.000 ed il contributo dovuto, essendo nella fascia con percentuale del 30%, sarà pari ad euro 43.750 dato da 1.750.000/12X30/100, cioè se rapportiamo il contributo di 43.750 alla contrazione dei ricavi di euro 1.750.000 otteniamo una percentuale di contributo del 2,5% (no il 30%)!

Lascio quindi a voi il giudizio e le valutazioni su questo Decreto Sostegni…

Veniamo ora invece al programma di vaccinazione.

Stiamo comprando troppi vaccini?

Ho visto per puro caso l’intervento del Ministro della Salute Speranza da Mara Venier a Domenica In. Premetto che preferirei non trovarmi sentir parlare di Covid anche in un momento che vorrei di relax e svago.

Abbiamo ormai capito, viste le ultime decisioni tra le quali il cambiamento dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico (come avevo suggerito), che molti provvedimenti presi per affrontare la pandemia sono risultati sbagliati.

Proprio per questo, Draghi avrebbe dovuto spiegare perché ha confermato l’onorevole Speranza come Ministro della Salute, visto tutti i suoi errori. Errori che iniziano dal fatto – che ritengo sia il più grave – di aver completamente sottovalutato l’espansione del virus.

Pur con la sua riconferma Speranza avrebbe dovuto rifiutare l’incarico per rispetto dei cittadini, ma purtroppo il bene degli Italiani non è importante quanto conservare la poltrona per il partito!

Comunque, tornando al suo intervento a Domenica In, Speranza ha dimostrato, evidenziato e confermato che conosce poco il suo Paese. È arrivato a dire che ci saranno consegnate nel secondo trimestre 50 milioni di dosi di vaccino, e nel terzo addirittura 80 milioni per un totale di 130 milioni con massicce dosi di Johnson & Johnson, per il quale ne basta solo una.

Qualche calcolo delle dosi

Considerato che si stimano in 22.500.000 le dosi del vaccino Johnson & Johnson, quelli con il richiamo risultano pertanto 107.500.000 in grado di vaccinare 53.750.000 Italiani che con quello monodose danno un totale di potenziali vaccinati pari a 76.250.000. Ma se in Italia a fine 2020 eravamo in 60.317.000!

Non solo: è previsto che non venga effettuata la vaccinazione per circa 9 milioni di bambini e ragazzi, per cui le persone che verranno sottoposte a vaccino sono circa 50 milioni. E allora perché va a comprare tutte queste dosi? Le dobbiamo forse regalare? A cosa ci servono?

Ma un po’ di razionalità, di concretezza, di professionalità? Cosa serve comprarne oltre la metà di quelli che ci servono? Siamo talmente ricchi da poter scialacquare? Basta con incapaci e impreparati!

Se ho 50 milioni di Italiani da vaccinare, comprerò – caro Speranza – le dosi che mi servono. E poi, visto che è il ministro della Salute, osi sorridere un po’ di più e dia un’immagine positiva, non sempre d’infelicità a tristezza. E si ricordi che cravatta e abito grigio non creano né professionalità né fiducia!

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