«Perseguiremo sia gli hacker che hanno rubato le immagini intime dal sistema di videosorveglianza della fidanzata di Stefano De Martino, sia gli utenti che hanno diffuso o commentato con post offensivi il video», ha detto l’avvocato Angelo Pisani tra le pagine di Novella 2000.

Le parole dell’avvocato Pisani sull’accaduto a Stefano De Martino e Caroline Tronelli

«Stefano De Martino è un personaggio famoso, per cui il suo caso ha fatto notizia. Ma quello che è successo a lui e alla sua compagna può capitare. E capita, purtroppo in sordina, in tante case, uffici e a moltissime persone, vittime spesso inconsapevoli di hacker senza scrupoli che violano la loro privacy. E vittime anche di utenti del web a volte inconsapevoli che guardano, registrano, diffondono e commentano dati personali e notizie altrui che sono assolutamente materiale privato», ci dice al telefono l’avvocato Angelo Pisani.

I lettori di Novella 2000 già lo conoscono bene perché abbiamo raccontato il suo lavoro e successo che ha portato all’assoluzione di Maradona dalla falsa accusa di evasione fiscale e alla scoperta delle tragedie di Caivano e alla condanna di alcuni colpevoli di violenze sulle bambine. L’avvocato ora assiste Stefano De Martino, che ha scoperto di essere stato spiato mentre era a casa di Caroline Tronelli, la sua fidanzata.

Avvocato Pisani, la vicenda è nota, ma ci aiuti a riassumerne i punti salienti.

«Stefano, come può capitare a tutti noi che viviamo “nel mondo del grande fratello” e sempre vicini a un device, ha scoperto di essere stato spiato il 9 agosto mentre era a casa, quando alcuni utenti del web hanno segnalato che girava in Rete un video privato intimo in compagnia della fidanzata Caroline Tronelli. Immediatamente è stata depositata denuncia e richiesta ogni forma di tutela e punizione dei colpevoli».

Come è stato ottenuto il video?

«Come denunciato, gli hacker, sempre più spesso giovani esperti, ma anche bande organizzate di criminali informatici capaci di violare ogni sistema web, sono riusciti a introdursi illegalmente e telematicamente nel sistema di videosorveglianza della casa di Caroline Tronelli, guardando tramite le telecamere e impossessandosi di immagini private, per poi diffonderle in Rete. La Polizia postale seguirà le impronte telematiche dei ladri di privacy e rintraccerà il computer da cui è partito l’attacco informatico».

Quindi i colpevoli hanno le ore contate?

«I responsabili dell’intrusione e furto video/dati dovrebbero avere le ore contate. Nonostante le difficoltà e continue novità del sistema anche i criminali informatici lasciano impronte e tracce telematiche che li inchiodano alle loro responsabilità. Poi bisogna seguirle e vedere dove è, o dove sono, i server. Se scopriamo che l’attacco è partito da qualche Paese lontano, sarà più complicato catturare e perseguirli una volta individuati. Ma intanto ci sono tante altre violazioni e responsabilità da punire.

Infatti precisiamo che la nostra azione legale non è solo contro chi ha rubato i video, che risponde di gravi reati e danni consequenziali. Ma anche contro chi gestisce, li diffonde o li commenta in Internet senza rispetto delle norme e dei valori. O anche solo per “svago” perché con i diritti personali e privacy altrui non si scherza».

Ci spieghi meglio.

«Non ci limiteremo a richiedere ogni tutela prevista per le vittime in sede penale, ma chiederemo, di concerto anche con il Garante della privacy e dei Minori, provvedimenti ad hoc e in sede civile condanne severe e risarcimenti danni esemplari, colpendo nelle tasche sia i criminali informatici sia gli utenti social che non cancellano subito dati e immagini personali altrui dai loro telefoni o computer e che anche goliardicamente alimentano illegalità, offese e speculazioni, arrivando a coinvolgere e danneggiare familiari delle vittime. I risarcimenti ottenuti, come annunciato, saranno devoluti in beneficenza a favore di tutele per bambini e per iniziative contro il cyberbullismo».

Come ci si difende da questi attacchi informatici?

«Primo, con un buon tecnico informatico, che aiuti a creare sistemi di videosorveglianza all’avanguardia, aggiornati e più resistenti a eventuali attacchi degli hacker. E poi, nel caso non sia sufficiente, con un buon avvocato… Lo ribadisco, vogliamo dare un messaggio chiaro: ognuno risponderà delle proprie condotte. Gli hacker sono responsabili dell’accesso abusivo al sistema e reati/danni conseguenziali, come del furto e manipolazione delle immagini, ma sono perseguibili e punibili sempre anche per violazione della privacy tutti gli altri, quelli che poi hanno contribuito a diffondere le immagini, o le hanno commentate con post offensivi e commenti lesivi delle vittime e dei familiari».

Avvocato Pisani, lei ha già dimostrato di essere uno che non si ferma. La sua linea prevede denunce penali per violazione della privacy e diffamazione; azioni civili per milioni di euro di risarcimento danni; estensione della responsabilità anche a chi ha ricevuto, condiviso o commentato i contenuti; invito a tutti gli utenti del web a collaborare segnalando abusi e rimuovendo dati illeciti.

«Trasformeremo la condanna dei colpevoli in tutela e speranza per i più piccoli. Il sacrificio delle vittime di turno deve diventare impulso e bandiera di contrasto alle violenze e illegalità da fermarsi anche nel mondo del web. È ora di dire basta a questi crimini digitali».

A cura di Massimo Murianni.