La “Divina” parla per la prima volta del lato oscuro della maternità, un’esperienza che molte donne vivono in silenzio: ecco cosa sta succedendo

Baby Blues, quel lago di malinconia sconosciuta: ne parla Federica Pellegrini La maternità non è sempre l’idillio raccontato. Tra sbalzi ormonali, un corpo che non riconosci più e la rivoluzione della nuova routine, il malessere silenzioso delle neo-mamme emerge dalle confessioni della Divina, accendendo i riflettori su un tabù difficile da affrontare: la tristezza dopo il parto.

La confessione della “Divina”

Il mondo dello sport l’ha sempre celebrata come la “Divina“, l’incarnazione della forza, della determinazione e della perfezione fisica. Ma anche dietro il sorriso smagliante di Federica Pellegrini, fresca di maternità, si nasconde una verità umana, fatta di fragilità e momenti bui, che raramente trova spazio sulle patinate copertine dei settimanali. La sua recente e coraggiosa confessione ha fatto rumore, squarciando il velo su un argomento fin troppo spesso sussurrato o, peggio, taciuto: il Baby Blues.

Oltre l’immagine della felicità

La maternità, nell’immaginario collettivo, è dipinta come un picco di felicità ininterrotta, un’oasi di gioia. La realtà, come la Pellegrini ha avuto la lucidità e la forza di raccontare senza filtri, è molto più complessa e, a volte, dolorosa. La nuotatrice ha descritto ondate di tristezza inattese, crisi di pianto serali spontanee e immotivate che la spiazzavano, un turbinio emotivo che l’ha colta impreparata. Si trattava proprio del Baby Blues, quella fase critica e delicatissima che, se non gestita o riconosciuta, rischia di evolvere in qualcosa di ben più grave: la depressione post-partum.

Capire il Baby Blues

Non è solo stanchezza. È una tempesta ormonale che stravolge l’equilibrio psicofisico della donna, sommata allo shock di vedere il proprio corpo cambiare radicalmente e di doversi confrontare con una nuova routine che azzera, o quasi, la vita precedente. Tutti fattori che possono determinare un senso di profonda tristezza, ansia e malinconia. Questi campanelli d’allarme, come la Pellegrini ha sottolineato, non vanno assolutamente sottovalutati.

Un atto di responsabilità

Si mormora che molte amiche e colleghe del jet set, pur provando sintomi simili, abbiano preferito non esporsi per timore di intaccare l’immagine di madri perfette. La confessione della Divina è dunque un atto di grande responsabilità sociale. Aprire la discussione su questo malessere silenzioso è fondamentale per normalizzare un’esperienza che tocca una percentuale altissima di neo-mamme. Non si tratta di un fallimento personale o di ingratitudine verso il dono della vita, ma di una reazione fisiologica che merita empatia, ascolto e, se necessario, un supporto specialistico.

Le indiscrezioni raccolte negli ambienti vicini all’atleta suggeriscono che, subito dopo aver compreso la natura del suo malessere, Federica abbia cercato un confronto aperto con il suo compagno, Matteo Giunta, trasformando il tabù in un’occasione di maggiore vicinanza emotiva. La sua schiettezza, unita al suo innegabile status di icona, potrebbe finalmente spingere molte donne a chiedere aiuto senza vergogna, riconoscendo che non è necessario essere sempre forti, nemmeno dopo aver compiuto la più grande delle imprese: dare alla luce una nuova vita.

A cura di Dario Lessa

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