Il Consorzio Asti Docg analizza i consumi mondiali tra ripresa del mercato e nuove tendenze di consumo low alcol nei mercati asiatici

Le festività natalizie del 2025 vedono le bollicine italiane ancora una volta assolute protagoniste dei momenti conviviali distribuiti lungo i cinque continenti della nostra geografia economica. Il Consorzio Asti Docg stima infatti che oltre venticinque milioni di bottiglie di Asti Spumante e Moscato d’Asti accompagneranno i tradizionali brindisi tra il Natale e il prossimo Capodanno. La proiezione evidenzia una forza commerciale straordinaria poiché ben ventidue milioni e mezzo di queste unità raggiungeranno i mercati esteri confermando una vocazione internazionale ormai consolidata.

L’espansione verso Oriente

Il presidente del Consorzio Stefano Ricagno osserva che questa tradizione centenaria si rinnova costantemente portando le uve di Moscato bianco in oltre cento diversi Paesi del mondo. La diffusione capillare del prodotto tocca centri nevralgici come New York e Londra ma si espande con decisione verso oriente raggiungendo le tavole prestigiose di Singapore e Seoul. Oltre ai mercati asiatici in forte espansione anche le capitali europee come Atene e Cracovia dimostrano un apprezzamento crescente per la qualità distintiva della produzione spumantistica piemontese.

L’evoluzione dei consumi premia oggi la versatilità di questi vini che si presentano con una gradazione alcolica contenuta compresa tra i cinque e i dodici gradi complessivi. Questa caratteristica naturale permette all’Asti Spumante di inserirsi con successo sia nel moderno mondo della mixology sia negli abbinamenti gastronomici più complessi della cucina asiatica contemporanea. Le famiglie globali scelgono quindi prodotti capaci di adattarsi a tutto il pasto garantendo un’esperienza sensoriale leggera e raffinata che rispecchia perfettamente le attuali tendenze salutistiche internazionali.

Analizzando i dati economici di chiusura d’anno emerge un quadro di solida resilienza nonostante una leggera contrazione del quattro per cento rispetto ai volumi registrati nel 2024. Il comparto chiuderà l’esercizio con circa ottantacinque milioni di bottiglie complessive grazie a un recupero significativo del sei per cento registrato durante l’ultimo trimestre dell’anno solare. Il Moscato d’Asti in particolare termina l’annata in linea con i risultati precedenti dimostrando una tenuta strutturale che riflette la sua crescente importanza strategica nei mercati globali.

Dario Lessa