La sentenza del tribunale di Roma riscrive le accuse per il giornalista sportivo coinvolto in una nuova vicenda giudiziaria di violenza

Il tribunale penale di piazzale Clodio ha emesso una nuova sentenza di condanna nei confronti del noto giornalista sportivo Enrico Varriale per i fatti contestati. Il giudice monocratico ha stabilito una pena di sette mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale per i reati di minacce e lesioni personali. Oltre alla sanzione detentiva il professionista televisivo dovrà corrispondere immediatamente una provvisionale di duemila euro alla vittima come parziale risarcimento per il danno subito. La decisione dei magistrati arriva dopo un lungo dibattimento che ha cercato di fare piena luce sul violento scontro avvenuto tra le mura domestiche.

Durante la lettura del verdetto il tribunale ha deciso di riqualificare il reato di stalking che la procura di Roma aveva inizialmente ipotizzato contro l’uomo. Gli inquirenti avevano basato l’accusa sulle testimonianze della donna la quale descriveva un clima di costante pressione psicologica e paura durante la loro relazione sentimentale. Tuttavia la valutazione finale del giudice ha ridimensionato la condotta persecutoria focalizzando l’attenzione giudiziaria sull’episodio specifico di violenza fisica e sulle pesanti minacce verbali. Nonostante la riduzione del capo d’imputazione la sentenza conferma la responsabilità penale del giornalista Rai per i comportamenti aggressivi tenuti verso la compagna.

La ricostruzione dei fatti operata in aula descrive un episodio drammatico nato al culmine di una lite verbale estremamente accesa tra i due protagonisti. Secondo quanto emerso dalle indagini Varriale avrebbe colpito la donna con uno schiaffo violento causandole lesioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari e cure specifiche. La vittima ha raccontato con estrema precisione i momenti di terrore vissuti evidenziando come la rabbia del compagno fosse diventata ingestibile durante quel tragico confronto. Le minacce proferite durante l’aggressione hanno aggravato ulteriormente la posizione del giornalista spingendo il giudice a confermare la necessità di una sanzione penale.

Il retroscena di questa vicenda giudiziaria si intreccia con un altro processo simile che ha visto Varriale protagonista di una condanna differente nello scorso giugno. In quel precedente grado di giudizio il tribunale aveva inflitto al giornalista dieci mesi di reclusione per aver perseguitato e picchiato una diversa ex compagna. I fatti relativi a quel procedimento risalgono all’anno duemila ventuno e avevano già scosso profondamente l’opinione pubblica per la notorietà del personaggio coinvolto nella vicenda. La sovrapposizione di questi episodi delinea un quadro complesso che la difesa dell’imputato ha cercato di contrastare puntando sulla mancanza di prove dello stalking.

La nuova condanna rappresenta un ulteriore capitolo buio per la carriera dell’ex vicedirettore di Rai Sport che ora deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. La sentenza di piazzale Clodio ribadisce l’importanza della tutela delle vittime di violenza domestica indipendentemente dalla fama o dal ruolo sociale ricoperto dall’aggressore condannato. Mentre i legali di Varriale valutano il ricorso in appello resta ferma la decisione di primo grado che riconosce la sofferenza inflitta alla giovane donna coinvolta. La comunità attende ora di capire se queste decisioni giudiziarie avranno ripercussioni definitive sul futuro professionale del giornalista all’interno del servizio pubblico televisivo.

Dario Lessa