Giornata della memoria, le toccanti parole di Liliana Segre durante la commemorazione dei sopravvissuti
Oggi in Quirinale si è tenuta la commemorazione per la Giornata della memoria e Liliana Segre ha tenuto un toccante discorso
In occasione della Giornata della memoria, oggi al Quirinale si è tenuta la commemorazione
Il discorso di Liliana Segre durante la commemorazione per la Giornata della Memoria
Come ogni 27 gennaio, anche quest’anno, il mondo si ferma. La Giornata della memoria vuole mantenere i riflettori puntati sull’Olocausto, il genocidio che ha visto la morte di circa sei milioni di ebrei da parte del regime nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
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La data del 27 gennaio è stata simbolicamente scelta perché quel giorno, nel 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
Durante la cerimonia al Quirinale per la Giornata della Memoria, è stata la senatrice Liliana Segre a fare un discorso:
“Si può e si deve parlare di Gaza nel Giorno della memoria: si può parlare di Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora”.
Liliana Segre si è detta incredula e smarrita dinanzi alla “prepotenza” da parte dei leader mondiali, pronti a cambiare le carte in tavola e posto all’attenzione quanto segue:
“Viviamo in uno stato di inquietudine che evoca in me lontano ricordi, tutto ci appare più fragile, precario. Non che prima il diritto internazionale fosse davvero rispettato ma costituiva una cornice. In questo momento critico abbiamo una speranza che si chiama Europa, l’Ue deve dimostrarsi all’altezza delle sfide, orgogliosa comunità di democrazie”.
Il direttore del memoriale di Auschwitz: “I sopravvissuti ci hanno lasciato storie”
In un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera Piotr Cywinski, direttore del Memoriale di Auschwitz, ha dichiarato:
“I sopravvissuti ci hanno lasciato le loro storie: un numero enorme di libri, testimonianze, registrazioni, interviste. Nessun genocidio è mai stato documentato in modo così approfondito”.
Ha spiegato piuttosto come si stia entrando in un’epoca nuova, dove tutti gli sforzi del dopoguerra per costruire un mondo fondato su regole e principi basati sulla cooperazione, sia stato messo a dura prova e in discussione.
Riguardo all’impatto della guerra a Gaza, Cywinski, ha aggiunto: “Per quanto riguarda la percezione dell’Olocausto, spero che non abbia un impatto decisivo, perché l’Olocausto è oggetto di studio storico. Tuttavia, ci sono gruppi di visitatori che hanno deciso di non venire ad Auschwitz. Per esempio, chi non vuole che si interpreti la visita come sostegno a Netanyahu. O chi crede che la Polonia sia troppo schierata a favore dell’Ucraina”
Le parole della premier Meloni
Quest’oggi anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto esprimere un pensiero riguardo alla Giornata della memoria e a ciò che rappresenta.
“Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato”, così la Premier ha esordito ponendo viva l’attenzione su una delle ricorrente più importanti.
“La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità”, paragonando il tutto a un “disegno diabolico”.
Come sottolineato da Giorgia Meloni, milioni di persone sono state strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio con l’unica “colpa” di essere di religione ebraica.
Un piano che è stato messo in atto per eliminare dall’Europa ogni traccia della presenza degli ebrei e della loro comunità.
Oggi dunque è il giorno della riflessione, della preghiera e delle testimonianze.
CREDITI FOTO: Duilio Piaggesi / IPA
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