Il volto di Giorgia Meloni nell’affresco: il Vaticano ordina la rimozione
La Santa Sede e la Soprintendenza intervengono per cancellare il volto della Premier dall’affresco della chiesa romana Sacro e profano:…
La Santa Sede e la Soprintendenza intervengono per cancellare il volto della Premier dall’affresco della chiesa romana
Sacro e profano: l’angelo che svetta nella cappella del Crocifisso ha improvvisamente assunto i tratti somatici di Giorgia Meloni. La decisione delle autorità ecclesiastiche è arrivata con una rapidità insolita poiché il Vaticano non intende tollerare alcuna forma di personalismo all’interno dei luoghi destinati esclusivamente alla preghiera.
Ieri mattina una telefonata risoluta ha sancito la fine della discussione stabilendo che l’opera deve tornare immediatamente al suo aspetto originario senza alcuna eccezione estetica. Il Cardinale Baldo Reina ha voluto mettere un punto fermo sulla vicenda attraverso una nota ufficiale diffusa per sedare le polemiche che stavano travolgendo la comunità.
Vaticano: la nota ufficiale del Cardinale Baldo Reina
«Ribadiamo con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni» ha dichiarato il porporato con estrema chiarezza. Secondo il vertice del Vicariato tali rappresentazioni restano destinate unicamente a sostenere la vita liturgica dei fedeli e non devono prestarsi a messaggi di natura politica.

Il ministro Alessandro Giuli ha dato mandato alla Soprintendenza speciale di Roma di avviare una ricerca rigorosa negli archivi per rintracciare i bozzetti originali. Gli ispettori stanno esaminando la documentazione fotografica e i progetti del dipinto realizzato nell’anno 2000 per verificare l’entità delle modifiche apportate durante l’ultimo restauro. Se le indagini confermeranno che l’intervento ha alterato lo stato precedente del bene i restauratori dovranno procedere alla rimozione forzata della somiglianza con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Si è svolto anche un colloquio telefonico molto diretto tra monsignor Daniele Micheletti e i tecnici responsabili del Vicariato durante il quale è emersa una linea comune. «Dobbiamo trovare una via d’uscita rapida che si concretizzerà inevitabilmente nella modifica del dipinto». Resta ora da capire come un ritocco così evidente sia sfuggito ai controlli iniziali trasformando un momento di restauro conservativo in un caso diplomatico di portata nazionale.
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