Ai fratelli Versace non piace l’idea di una fiction sulla vita di Gianni con Antonio Banderas

Antonio Banderas ha deciso: farà la fiction sulla vita di Gianni Versace, il regista sarà il danese Bille Auguste le riprese partono a settembre da Milano. Non so se Banderas abbia mai conosciuto Gianni Versace, ma so di certo che Melanie Griffith era amica della sorella Donatella. L’ho conosciuta proprio a casa di Gianni, scomparso da un paio d’anni e c’era Donatella Versace. Melanie era al suo primo lifting, non chiudeva gli occhi, un po’ per il tiraggio, un po’ per lo stupore con cui vedeva il lusso estremo della casa, degli arredi, delle sculture del palazzo di via del Gesù a Milano, un tempo di proprietà di Angelo Rizzoli, l’editore.

Io avevo già pubblicato un libro con Rusconi con una lunga intervista a Gianni, a Donatella e a Santo Versace, che sento spesso ancora oggi, sulla loro vita e carriera. Oggi so di certo che il film non è visto di buon occhio dalla famiglia che ha sempre evitato che si parlasse troppo della loro storia e soprattutto della fine di Gianni, ucciso da un pazzo a Miami il 15 luglio 1997, un delinquente di cui non voglio nemmeno ricordare il nome.

“19 anni fa” mi ha scritto Santo”. Versace comunque ha davvero una storia straordinaria, perché era straordinario. Ricordo al suo funerale Lady Diana (sarebbe morta dopo un mese) con Elton John e Sting che cantarono una canzone a cappella. Erano straziati, perché Versace amava molto il prossimo, anche gente semplice come me. Davvero peccato. Mi domando se gli sarebbe piaciuto sapere che fanno un film su di lui: direi di no, come non gli sarebbe piaciuto sapere che alla Deutsche Oper di Berlino stanno mettendo in scena un’opera camp sulla sua vita, dove però appariranno tutti tranne il personaggio di Gianni Versace. I fratelli che hanno saputo da me di questo progetto, non l’hanno voluto nemmeno commentare. Ciao Gianni, eri timidissimo, ma come vedi anche da morto rimani un divo.

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