Le parole di Borghi a Il Corriere

Durante la chiacchierata con Il Corriere della Sera, Alessandro Borghi ha raccontato quanto la sua adolescenza non sia stata semplicissima tra i banchi di scuola:

«Dove sono cresciuto io, era la normalità: arrivavi e dovevi crearti il tuo spazio. Se cercavi di essere amico di chi prendeva 10, i ripetenti ti gonfiavano di botte e, se eri amico dei ripetenti, quelli col 10 non ti parlavano più. Per cavartela, l’unica era essere te stesso. Fino a 16 anni, ho solo preso botte. Tuttora, se vedo uno che tratta male un altro, provo qualcosa di brutto».

Su questo argomento Alessandro Borghi ha aggiunto:

«Ero diventato manesco. Aver cominciato pugilato mi ha salvato perché mi faceva sentire in grado di difendermi. Poi cresci e capisci che invece del pugilato è meglio che cominci a leggere due libri, almeno ti difendi con le parole».

E alla domanda “Cosa voleva fare da grande?”, ha risposto così:

«Non ci pensavo. Poi, mi fu regalato un libro, Il potere di adesso. Mi si aprì un mondo, quello dello stare nel presente. Uscivo da una delusione d’amore ed era un momento di estrema povertà, non avevo una lira, facevo solo lavoretti, però ricordo che quando la sera andavo in macchina fuori Roma per fare il sorvegliante notturno in un palazzo a specchi ero felice come un bambino. Vedevo la vita bellissima anche quando facevo il commesso fino alle 18 e subito dopo il cameriere fino alle due di notte».

Alessandro Borghi mai avrebbe immaginato di diventare uno degli attori più amati del panorama italiano!

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