D'Ambrogio Novella 2000 n. 44 2021

Alla ricerca di… Chiara Vieusseux con Elena D’Ambrogio

Elena D'Ambrogio intervista Maria Chiara Milano Vieusseux, moglie del professor Matteo Bassetti, svelando il privato dell'infettivologo

Chi è Chiara Vieusseux

Come se in altri casi così non fosse, anche dietro a un grande virologo c’è una grande donna! I nuovi personaggi della TV, ospiti di ogni trasmissione, protagonisti di scontri, a volte anche teatrali, non sono solo ciò che vediamo. Che vita ha, a riflettori spenti, Matteo Bassetti, Direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ce la racconta la moglie Maria Chiara Milano Vieusseux, imprenditrice, titolare del Rex Hotel Residence.

“Sono sposata con un bravissimo infettivologo che è anche diventato un personaggio pubblico. Non vorrei sembrare la persona che calca la fama del marito per apparire, per mettersi in mostra”.

Con molta titubanza la Signora Bassetti accetta l’intervista.

Chiara, è interessante allargare la lente sul Professore che appare in pubblico per vederci anche l’uomo.

“A mio marito spesso è stato detto che va in televisione perché gli piace piacere”.

A chi non fa piacere andare in televisione!

“Un conto è farlo per divulgare informazioni, un altro è per apparire. Il concetto è che le rare volte in cui sono apparsa è stato detto che mi portava con sé perché sono una bella donna. L’unica ragione è perché sono una moglie. Per far vedere che c’è l’uomo oltre il medico, che ha una famiglia”.

Tra insulti e minacce

Due anni fa chiunque parlasse in tivù della Pandemia era una novità, ma soprattutto una necessità.

“Matteo non voleva farsi vedere, voleva tranquillizzare la popolazione. Da moglie, vivere il rapporto che si è creato tra lui e i suoi pazienti e i suoi follower è stato pesante. Lo hanno osannato, sembrava un nuovo mito, poi condannato quando non aveva previsto la seconda ondata. È ripartito poi in grande auge per combattere la nuova realtà, e poi di nuovo, adesso, una contestazione continua perché è a favore dei vaccini. Con insulti, minacce, gesti violenti. Ultimamente ho trovato nella buca delle lettere una busta che conteneva una vera minaccia anche contro i nostri figli”.

Questo è criminale.

“Il suo lavoro è quello di prevenire le malattie. Mio marito basa la sua ricerca e le sue conoscenze sul fatto che l’uomo ha iniziato a vivere meglio e più a lungo grazie all’invenzione dell’acqua potabile e dei vaccini. Se non fosse convinto di questo non farebbe l’infettivologo. Io sono molto fiera di lui. Abbiamo vissuto quest’esperienza fortissima con momenti di impotenza. Anche mio marito era molto spaventato da questa malattia di cui non si sapeva niente. Non poter curare in modo adeguato il paziente per un medico è la cosa peggiore”.

Era presente in casa nei momenti difficili?

“Sì certo, appena poteva era sempre a casa. Siamo stati uniti e vicini, ma è normale che avesse sempre il pensiero rivolto verso il problema enorme, in continua evoluzione che, da medico, era chiamato ad affrontare”.

Un’intensità di vita lavorativa che toglie qualcosa alla famiglia?

“È difficile per chi è al di fuori, ma anche per i famigliari stessi, capire che quando i problemi sono gravi sei costretto a estraniarti dal mondo intimo, ma solo perché devi proteggerlo. E per farlo devi lavorare, lavorare e ancora lavorare. Ho capito che ho un marito che è un pezzo da novanta con un carico da novanta addosso. A 40 anni era già primario, con il suo carattere tosto e la sua dedizione è sempre stato un numero uno. Quando l’ho conosciuto nel 2001 mi ha detto: io voglio volare dove osano le acquile”.

La nascita dell’amore

Ti ha conquistata con facilità?

“Quando l’ho conosciuto ho sentito una scarica elettrica, gli ho stretto la mano e mi sono detta: è lui! Quando poi mi ha cercata io ricordavo quei suoi occhietti da furbo, durante la cena tra amici che ci ha fatto incontrare, e poi aveva lasciato trascorrere un po’ di giorni dal primo incontro, che denota sicurezza nell’avere già in pugno una persona. Non mi è sembrata una persona facile con cui avere a che fare. Così gli ho dato il due di picche, ma con serenità”.

Ma poi…

“Un anno dopo ci siamo ritrovati e mi ha detto: se questa volta ti invito a cena però vieni? Dopo un anno eravamo sposati”.

Cosa non ti convinceva di lui?

“Era troppo sicuro di sé, aveva raggiunto cariche importantissime in breve tempo, si sentiva un grande. Io avevo 23 anni, non ero lanciatissima nel gestire un uomo già affermato”.

Matteo Bassetti nel privato

Che uomo è nella vita quotidiana?

“Quello che mi piace tanto di Matteo è la sua energia. È instancabile, molto propositivo, ha sempre voglia di uscire, di conoscere persone”.

È contagioso il suo entusiasmo?

“Sì, oltretutto cresce sempre di più questa sua dinamicità, è un uomo curioso. È capace di mettersi sempre in gioco e questo mi piace tantissimo”.

Ma con un carattere molto deciso.

“È tosto, a volte dispotico, come lo si vede anche in televisione. A volte nascono dei contrasti che affronta senza problemi perché è sicuro delle proprie argomentazioni”.

Questo succede anche nella vita di tutti i giorni?

“Assolutamente sì, non lo scardini dalle sue idee, che impone”.

Anche con te?

“Con me è diverso, siamo cresciuti insieme supportandoci. Con me non è la persona che si mostra agli altri. È tenero, accetta qualsasi mia osservazione, anche quelle che non gli piacciono. Ci pensa, ci ragiona, cambia idea. Perché è un buono, e sa capire quando rivedere qualche posizione”.

Siete gelosi l’una dell’altra?

“Sì, ma la nostra gelosia è solo legata a cose concrete, di fatto non ne abbiamo motivo. I Social possono creare qualche incomprensione. C’è di tutto, libertà di corteggiare, villania, doppi sensi neanche così doppi… Chi capisce davvero che uomo è il medico sa portare rispetto”.

L’esposizione mediatica è un motivo d’orgoglio.

“Gli piace essere riconosciuto, sentire di avercela fatta, questo mi fa tenerezza, sono felice per lui”.

a cura di Elena D’Ambrogio

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