Biondo
Heather Parisi e Ermal Meta

Amici: la mamma di Biondo scrive una lettera a Heather Parisi

Nuovo scontro tra Biondo, cantante della squadra Bianca, e Heather Parisi giudice del programma nella terza puntata del serale di Amici di Maria de Filippi, andata in onda lo scorso sabato 21 aprile.

«Stai imbrogliando, stai ammettendo di non saper cantare ricorrendo a una macchinetta che ti renda intonato».

Così la Parisi ha accusato Biondo dopo la sua performance distorta dallo strumento vocale usato da molti cantanti.

Tensione tra Biondo e Heather Parisi

«In un video che non è andato in onda mi hai chiamata hater, che vuol dire “odiosa”.

Tu hai delle responsabilità per tutti i ragazzini e le ragazzine che ti seguono».

Ha sottolineato la cantante prima di riprenderlo ancora una volta, con l’ausilio di Ermal Meta che le dava ragione.

E ha continuato: «Mia figlia di 7 anni è stata minacciata di essere picchiata a sangue dai tuoi fan».

A quel punto è intervenuta Maria la quale, in difesa del ragazzo, ha sottolineato che lui non ha le colpe di quello che scrivono i fan.

Per tutta la serata Heather ed Ermal hanno più  volte ripreso il ragazzo, ma a nulla è servito perché Biondo è rimasto in gara. 

La mamma di Biondo scrive una lettera a Heather

La mamma di Biondo, dopo la puntata,  ha scritto una lettera ad Heather  incitandola a scusarsi col figlio. Ecco cosa ha scritto al Messaggiero:

«Innanzi tutto le esprimo piena solidarietà riguardo la disgustosa aggressione verbale ricevuta da sua figlia.

Sono rimasta, però, basita quando ho assistito al linciaggio mediatico a cui lei ha sottoposto mio figlio Simone, in arte Biondo.

Sì, sono rimasta sconcertata quando ho visto che ha adottato con mio figlio lo stesso metodo cruento da lei stigmatizzato quando a subirlo è stata sua figlia.

L’aspetto più deplorevole nel suo comportamento è che lei abbia approfittato della posizione privilegiata di donna di spettacolo.

Nonché giudice della trasmissione, per esercitare in modo crudele e immotivato quell’attacco ad un ragazzo di 19 anni.

Benché lei non abbia dimostrato che l’aggressione nei confronti di sua figlia abbia avuto in Simone l’esecutore materiale o il mandante morale, lo ha rimproverato aspramente come se ne fosse responsabile, senza consentirgli una replica.

Associando così, di fatto, l’immagine di mio figlio ad un reato di cyberbullismo.

Attenzione, non si parla di gossip, stonature, uso di Autotune, o altro, ma di reato.

E la cosa è molto grave.

Mi aspetto che prevalga in lei il sentimento di madre che la porti ad attuare un concreto gesto di riconciliazione nei confronti di Simone, con il quale tengo a ricordarle io non ho possibilità di contatti da quasi un mese”.

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