Belle da Vicino Alessandro Gualdi Novella 2000 n. 47 2020

Belle da Vicino di Alessandro Gualdi: non creiamo ‘facce di marmo’

Le proporzioni ideale? Quelle che esaltano i punti di forza di ciascuno. Il dottor Alessandro Gualdi ci dice: “La perfezione è solo delle statue”.

Ogni chirurgo plastico si trova quotidianamente davanti alla domanda delle domande: cos’è bello?

In queste pagine ne abbiamo già accennato qualche settimana fa, quando è scoppiato il caso della modella “dalla bellezza non convenzionale” che ha sfilato per Gucci. Il successo che ha avuto la modella a livello planetario è da applaudire. È sicuramente una ragazza forte, affascinante, sicura di sé, un esempio per tutti. Tutto questo non l’avvicina però alla bellezza: il suo naso resta aquilino, il suo mento prospicente e gli zigomi sfuggenti.

Lasciando ai filosofi il compito di addentrarsi nei territori scivolosi della “bellezza ideale”, a me resta da affrontare la domanda che mi pongo ogni volta che una paziente mi chiede un intervento: cosa e come correggere per renderla più bella?

Limitiamoci al volto, l’elemento che più influisce nelle relazioni interpersonali, e dunque è più esposto al giudizio estetico, nostro e di chi ci circonda.

Gli standard della bellezza cambiano con il tempo e i luoghi. In ogni epoca, in ogni cultura, esiste un gusto comune che preferisce un tipo di naso piuttosto che un altro, un taglio di occhi più o meno allungato, un viso più ovale o con la mandibola più pronunciata…

D’altra parte esistono alcune costanti che resistono ai cambiamenti del gusto: la simmetria, l’armonia tra gli elementi del volto (naso, bocca, distanza degli occhi, zigomi, fronte…) e le proporzioni che li legano.

Piace ciò che è bello

Periodicamente vengono fatte ricerche per capire quali volti risultano attraenti. Per esempio, analizzando con un computer le immagini di facce considerate belle, il chirurgo plastico americano Stephen Marquardt ha creato quella che ha chiamato la “Marquardt Beauty Mask” (maschera di bellezza di Marquardt), cioè un modello geometrico di viso ideale.

Il lavoro di Marquardt è un tentativo di quantificare geometricamente la bellezza di un volto. E di conseguenza prova a dare una guida a chi, come noi chirurghi plastici, è chiamato a valutare e correggere “errori” che allontanano dal sogno della bellezza.

Niente facce di marmo

Bene, dopo questa lunga premessa, torniamo alla domanda iniziale: cosa correggere per rendere più bella una donna che viene nel mio studio?

Probabilmente, se fossi uno scultore, prenderei il mio blocco di marmo grezzo, traccerei le linee suggerite da proporzioni e disegni perfetti, e poi via di scalpello a togliere, limare, levigare fino a riprodurre l’incorruttibile immagine di una bellezza ideale. Ma quello non è il mio lavoro.

Le mie pazienti sono donne di carne e ossa, ciascuna con le sue caratteristiche specifiche, i suoi punti di forza e i suoi difetti. Il mio lavoro è esaltare la bellezza che hanno, rispettando i loro tessuti, la loro biologia, i loro tempi di guarigione.

La bellezza ideale lasciamola agli scultori, ai filosofi, e agli appassionati di geometria. Noi abbiamo a che fare con donne vere, vive, e già per questo più attraenti di qualunque statua che sia mai stata scolpita.

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