Costantino Vitagliano è il tronista per antonomasia: il primo in assoluto nella storia della televisione. L’abbiamo visto, lo scorso anno, come concorrente della prima edizione del Grande Fratello Vip. Insomma, passano gli anni ma il mito di Costantino resta intoccabile. ‘Costa’ continua ad essere il “sogno proibito” di tante fans, come si è capito dall’ovazione (tutta femminile) che ha accolto il suo ingresso sul campo da tennis del ‘Vip Master’ di Milano Marittima e dal delirio delle ragazze quando è spuntato, con il cappellino da basket d’ordinanza, al Pepita Restaurant o al Pineta Disco.

“Qualche settimana fa ero a Formentera – racconta – e un uomo per strada mi ha fermato dicendomi che sono un mito. Un bell’attestato di stima che conferma quanto la gente mi voglia bene nonostante siano passati tanti anni da quando ho debuttato in questo mondo”. Noi l’abbiamo incontrato proprio a Milano Marittima. 
Qual è il segreto di tanta longevità?
“Probabilmente la gente, anche quella che mi reputa antipatico, ha capito che non mi sono mai fatto sfruttare, sono sempre rimasto me stesso. Ho certamente cavalcato la notorietà, ma senza mai cambiare il mio modo di essere e di comportarmi, mostrando in ogni occasione come sono fatto, nel bene come nel male. Io uscivo da ‘Uomini e Donne’ come tanti tornisti oggi, ma a quei tempi era tutto diverso e il mio personaggio ha fatto breccia nel cuore gente perché ero diverso dagli altri”.
Come stai trascorrendo questa estate?
“Sono spesso in viaggio tra Milano Marittima e Milano dove vive mia figlia Ayla e sto scrivendo il mio terzo libro che uscirà ad ottobre di cui però non vi svelo il titolo”.

Dicci almeno di cosa parla…
“Sarà una lettera che scrivo a mia figlia, una sorta di racconto della mia vita dove parlo di tutto quello che ho fatto nel bene e nel male. Degli errori e delle soddisfazioni che mi sono tolto. Voglio che Ayla quando sarà più grande mi conosca attraverso questo libro e non cercando il mio nome su Google perdendosi in un mare di notizie, molto spesso false, sul mio conto”.
Come è nata l’idea di questo libro?
“Credo che i genitori siano una figura importantissima. Vorrei essere un esempio e un insegnamento per Ayla e voglio che sappia tutto di me in modo da avere un rapporto ancora più aperto e profondo tra di noi”.

Sei ancora single?
“Sono innamorato soltanto di mia figlia…”.

Ruben Invernizzi postino a C’è posta per te?

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