Federica Torzullo, prima notte in cella per il marito: stasera Anguillara si illumina per la fiaccolata
Federica Torzullo: mentre Claudio Carlomagno affronta le prime ore di detenzione con l’accusa di omicidio, la comunità scende in strada…
Federica Torzullo: mentre Claudio Carlomagno affronta le prime ore di detenzione con l’accusa di omicidio, la comunità scende in strada per onorare la memoria della giovane madre scomparsa
Le mura del carcere di Civitavecchia si sono chiuse alle spalle di Claudio Carlomagno, l’uomo accusato di aver spezzato la vita di sua moglie, Federica Torzullo. Una prima notte trascorsa sotto sorveglianza a vista, in un isolamento che non è solo fisico: fonti penitenziarie descrivono un uomo ancora apparentemente incapace di metabolizzare la ferocia di un atto che ha sconvolto un intero territorio. Per Carlomagno le accuse sono pesantissime: omicidio volontario aggravato dal legame affettivo e occultamento di cadavere, dopo che il corpo di Federica è stato rinvenuto, quasi per caso, sotterrato in un canneto poco distante dalla sua azienda.
La scatola nera e le tracce di sangue: l’inchiesta si stringe
Il lavoro degli inquirenti non si ferma. Proprio questa mattina, i Carabinieri sono tornati nella villetta di Anguillara per analizzare la “scatola nera” dell’auto di Carlomagno. Quei dati elettronici potrebbero essere la chiave definitiva per smentire una volta per tutte la ricostruzione fornita dall’uomo, giudicata fin da subito lacunosa e contraddittoria. Le tracce ematiche repertate in casa e nell’abitacolo della vettura dipingono un quadro violento, lasciando poco spazio ai dubbi. La Procura, intanto, si prepara a conferire l’incarico per l’autopsia, un passaggio tecnico fondamentale per dare giustizia a Federica e definire con esattezza le modalità della sua fine.
Una scia di luce contro la violenza: la fiaccolata ad Anguillara
Mentre le indagini fanno il loro corso, il cuore di Anguillara Sabazia batte per Federica. Stasera, alle ore 21:00, la piazza del Comune diventerà il punto di partenza di una fiaccolata silenziosa. Non ci saranno grida, ma solo il calore di centinaia di fiammelle che attraverseranno le vie del paese per dire addio a una donna di 41 anni la cui unica colpa è stata quella di sognare una nuova libertà lontano da un matrimonio ormai logoro. È un segno di vicinanza profonda alla famiglia della vittima, un modo per la cittadinanza di riappropriarsi di quegli spazi violati dall’orrore e per non lasciare solo il figlio di Federica in questo momento di inimmaginabile dolore.
Il grido delle scuole e l’impegno per il futuro
L’onda d’urto di questa tragedia ha raggiunto anche i banchi di scuola. Gli studenti del liceo Vian, che Federica aveva frequentato con spensieratezza anni fa, hanno scelto di non restare a guardare. Un minuto di “rumore” ha scosso le aule questa mattina: un atto simbolico per ricordare che ogni femminicidio è una ferita aperta nel tessuto sociale. La preside Lucia Lolli ha richiamato tutti a una “rivoluzione culturale”, sottolineando come la scuola debba essere il primo baluardo contro la sopraffazione. Educare all’affettività e al rispetto dell’altro non è più un’opzione, ma un dovere civile per evitare che altre giovani vite vengano spezzate nel vuoto di un amore malato.
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