Flavio Insinna continua a difendersi in tv: «Mi scuso, ma violenza contro di me senza precedenti»

Flavio Insinna, magari questo sarà il capitolo finale del polverone alzatosi dopo i fuorionda trasmessi da Striscia La Notizia con il conduttore Rai protagonista. In questi spezzoni audio, si è potuto sentire Insinna inveire contro gli autori del programma Affari Tuoi e insultare anche una concorrente, facendo scatenare una serie di polemiche che si sono protratte per giorni sui social.

Dopo le giustificazioni e le scuse affidate ai propri profili social network e un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, è stato il momento per Insinna di tornare in tv, precisamente a Cartabianca su Rai3 nella puntata di ieri 30 maggio. Dove, ospite della conduttrice Bianca Berlinguer, Flavio ha spiegato ulteriormente la propria posizione su tutta la faccenda. “Questo è un Paese che non ti perdona il successo”, ha esordito. Continuando: “Questo Paese non ti perdona il merito, il talento e la leggerezza. La violenza contro di me inizia dopo il successo in questo programma (a marzo Insinna fu ospite a Cartabianca con un intervento che ebbe molto seguito, ndr) e non ha precedenti. Chiedo scusa, mi vergogno per il modo in cui mi sono espresso ad Affari Tuoi nei confronti della concorrente, ma la mia colpa è di avere troppa etica del lavoro, mi appassiono e a volte uso un linguaggio sbagliato, imparerò a dire le stesse cose sottovoce. Contro di me è stata imbastita una campagna d’odio, hanno usato un libro che ho scritto sulla morte di mio padre scrivendo ‘femminicidio’ in sovraimpressione mentre leggevano dei passi del libro”.

Si è dunque aperto ancora una volta al pubblico, Insinna: “Ho tanti difetti ma non mi sono mai nascosto”, ha proseguito. Aggiungendo: “Mi scuso con la signora, ma la prima cosa che ho fatto è che mi assumerò tutte le responsabilità, per qualunque multa o provvedimento”. Per quanto riguarda i cosiddetti hater sui social invece il volto noto della Rai li ha invitati a “Uscire da dietro i computer con tutto quel veleno, con quell’odio, non serve. Perché quest’odio sta banalizzando il bene. Ho sempre difeso il mio lavoro. La Rai e questo Paese devono ritrovare il coraggio. Gli operai di Affari Tuoi mi hanno detto che non hanno mai lavorato con una persona più onesta e appassionata di me. Mi vergogno, mi vergogno, mi vergogno… ma io difendo la cultura del lavoro”. Si è potuto vedere insomma un Insinna sinceramente rammaricato, e anche un po’ in difficoltà. Si diraderà il polverone?

1Flavio Insinna

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