Aveva 83 anni, si è spento nella sua casa del Connecticut a causa di complicazioni dovute all’Alzheimer, male che lo accompagnava silenziosamente da lunghissimo tempo.
Era stato l’attore preferito di Mel Brooks, e di lui rimangono decine di interpretazioni indimenticabili, sempre in bilico tra una comicità travolgente ma intelligente e un sottile senso intellettuale dell’arte, che lo rendeva capace di liberare l’energia del divertimento senza mai lasciare spazio alla greve ovvietà.
Impossibile non citare Frankenstein Junior, capolavoro assoluto di cui è stato protagonista, o la versione anni ’70 di Willi Wonka e la fabbrica di cioccolato, in cui ha dato al protagonista della magica storia fatta di dolci trasgressioni e piccoli assistenti magici un volto che a tutti gli effetti è IL volto di Willy Wonka. Nemmeno Jonny Depp, molto più recentemente, è riuscito a superarlo, pur avendo dato prova di una grandissima capacità interpretativa.
E’ un altro grande che ci lascia, girando un’altra pagina di una generazione di attori che con le loro facce strane ma duttili e sempre nuove si sono inseriti tra i belloni in bianco e nero che li hanno preceduti e i bellucci dai colori sbiaditi che li hanno seguiti.
Un ultimo, infinito, grande applauso.
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