Kate, la passeggera qualunque.

Kate Middleton sta rapidamente scalando i vertici della popolarità nel Regno Unito, il che equivale a scalare la gerarchia della famiglia reale.
E’ bella ma non minacciosa per l’incolumità degli altrui matrimoni, veste bene ma raramente si concede shopping da diva di Hollywood, curata ma lontanissima dall’effetto baraccona che tante nobildonne -anche giovani- portano con sé come fosse nel DNA.
Sarà che i suoi natali sono quanto di meno nobile si possa immaginare, sarà che come vogliono le malelingue è stata progettata e addestrata per accalappiare il principe ed entrare nel Royal Club, fatto sta che non ne sbaglia una.
Le viene affidato nei giorni scorsi e per la prima volta un ruolo di rappresentanza ufficiale al di fuori dei confini della madre Patria, viene inviata in Olanda dove incontra le più alte cariche dello Stato, discute di quel che deve discutere, si fa amare per la semplicità con cui presenzia agli eventi sempre un passo sotto la linea del gridato.
Ma il vero scandalo arriva al momento del rientro: con tutta la naturalità di chi è figlio di un pilota e di un’assistente di volo si reca tranquillamente all’aeroporto, dove pazientemente si mette in coda, effettua il check in e si imbarca su un volo di linea di British Airways diretto a Londra.
Accompagnata dalla scorta, pare abbia sussurrato “non ho mai visto così tanti telefonini saltar fuori tutti insieme”, rendendosi conto che la sua presenza era passata tutt’altro che inosservata; si siede in prima classe  (che su un volo da 50 minuti – per la cronaca – corrisponde a dei posti normalissimi, separati dai “poveri” solo da una tendina) e una volta a Londra si concede un unico privilegio: scendere dall’aeromobile prima di tutti gli altri passeggeri.
Sarà anche una ragazza semplice, ma è pur sempre la principessa…
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