Fiorello

La dichiarazione spiazzante di Fiorello sulla tv: « E’ possibile che non la faccia mai più»

Fiorello, il mitico conduttore è noto, oltre che per essere uno dei migliori showman del panorama italiano, con il suo umorismo e la sua dialettica, anche perché non ha peli sulla lingua. In più occasioni, infatti, non si è tirato indietro nel commentare la televisione italiana e in particolare alcuni programmi. Ieri (21 novembre) Fiorello sui social, dove anche lì riscuote un enorme successo, si è scagliato contro La vita in diretta, il programma di RAI 1 che va in onda ogni pomeriggio condotta da  Marco Liorni e Francesca FialdiniLa critica è nata perché durante la puntata di ieri pomeriggio hanno trasmesso un servizio sulla donna accoltellata in casa a Budrio, un episodio che ha fatto discutere e impaurire il territorio bolognese. Così Fiorello, stanco di guardare in tv soltanto casi di cronaca e violenza, ha scritto un messaggio su Twitter contro il programma: «Aridaje!!! Ricominciano accoltellamenti e soffocamenti nel pomeriggio di Raiuno!! Mamma cambia canale». Senza mezze misure si è rivolto direttamente al programma di Liorni, ma questa non è la prima volta perché, già lo scorso anno, aveva tuonato contro altri programmi. Circa un anno fa sempre lui aveva fatto un video messaggio nel quale aveva ribadito il suo disappunto: «Basta cronaca nera in tv a tutte le ore del giorno con schizzi di sangue e collegamenti dalle case dell’orrore. Di questi casi si occupino i tg e la magistratura e non i rotocalchi»

Rosario Fiorello è nella copertina dell’ultimo numero di Vanity Fair al quale  ha rilasciato una lunga intervista dove ha raccontato l’esordio della sua trasmissione radiofonica su Facebook che si chiama “Il socialista”. Nell’intervista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera raccontando come oggi a cinquant’anni riesca a dialogare con i giovani: «Mi diverto come un pazzo… Cerco di far capire che l’età non conta. Che se hai delle idee, anche a 50 anni, come faceva Arbore, puoi incontrare il pubblico più giovane di te».

Sugli esordi della sua carriera ha raccontato: «A metà degli anni ‘70, gli amici parlavano del villaggio con toni mitologici. “Non è un albergo, ci sono le capanne, non c’è il direttore, ma “‘u capovillaggio” e la sera ballano tutti nudi, scalzi, con i parei, le tette di fuori, la marijuana libera. Hai presente Vuudstocche?”. Alla fine fui assunto. Dopo aver venduto le verdure in mezzo alla via, aver fatto il muratore, il meccanico e anche il telefonista in una ditta di pompe funebri, il villaggio era un bel salto. Quelli che mi vogliono denigrare dicono “viene dai villaggi”. Ma io so che se non ci fosse stato il prima, non ci sarebbe stato neanche il dopo. Il villaggio è stata la mia scuola».

Sull’eventualità di tornare in tv Fiorello è stato possibilista:«E’ possibile che non la faccia mai più, sì. Per me l’importante è fare spettacolo. Con una o con tremila persone, è uguale. Accadrà finché vivrò perché sono riuscito a smettere di fumare, ma non riesco a smettere di pensare al mio mestiere. La Tv è un’altra cosa. È il meno veritiero dei mezzi con cui mi esprimo. Il più irreggimentato. È vero che sono pigro, che mi piace stare a casa con le mie figlie e con Susanna, che il mio divano è la mia Arca e che quando faccio qualcosa di importante, per un effetto psicosomatico, vorrei regolarmente ammalarmi. Ma è vero anche che per adesso non ne ho più voglia. Non ho più voglia di stupire, mi sono stufato dell’ansia da prestazione, delle riunioni infinite, della liturgia».

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