Giuseppe Caprotti, classe 1960, è il primogenito del patron di Esselunga, Bernardo (91 anni il 7 ottobre). Per l’azienda di famiglia ha inventato il sito online di e-commerce e pure la mitologica tessera Fidaty. Nell’azienda di papà è cresciuto ma poi con lui ha avuto un lungo e duro scontro, tant’è che poi è stato allontanato all’improvviso (insieme alla sorella Violetta): si narra di Bentley ad altri manager che con lui provarono a scalare il gruppo da 7,3 miliardi di fatturato e 290 milioni di utili e si dice che papà Bernardo, noto per la genialità negli affari ma anche per il carattere fumantino, abbia dato intorno al 2005 il benservito al figlio facendolo accompagnare a casa in Mercedes nera. La guerra giudiziaria che ne è nata anni fa, non è ancora terminata e comunque finora pare aver dato perlopiù ragione, a papà Bernardo.

A Giuseppe resta un ufficio da consigliere in azienda, a Limito di Pioltello, e il gettone di presenza alle riunioni del cda. Però non è che il virgulto resti proprio a mani vuote. Come scrisse lo stesso Bernardo Caprotti, in una lettera indirizzata al Corriere della Sera di fine 2013, al solo Giuseppe fino a quel momento, andarono 84 milioni. Argent de poche direbbe qualcuno. Palanche, direbbero altri.

Con quella montagna di euro e l’eredità della proprietà di gran parte degli immobili del gruppo, Giuseppe Caprotti ha provato a diversificare più volte, restando sempre nell’ambito del food e dell’alimentare.

Peccato che non tutte le ciambelle riescano col buco. E il ricco rampollo ha da poco dovuto dire addio alla sua ultima creatura, il ristorante Quality Beef aperto a ridosso della modaiola zona Garibaldi-Corso Como.

Come annunciato via Facebook, la serranda sul ristorante, apprezzato da molti clienti, è stata abbassata perché il proprietario dell’immobile non ha voluto abbassare il canone d’affitto.

Chissà ora che cosa ci sarà nel futuro di Caprotti jr. Spulciando nel suo blog, si capisce che il rampollo scommette che il futuro del colosso creato dal padre finisca prima o poi nella mani di Amazon o Alibaba, colossi del web. E a lui che parte andrà?

di Watchdog

 

Riceviamo dall’avvocato difensore di Giuseppe Caprotti, e volentieri pubblichiamo:

“A precisazione di quanto sopra, a prescindere dal carattere fazioso del titolo dell’articolo in questione e senza voler entrare nel merito della vicenda, che è già stata raccontata da mille punti di vista in maniera più o meno fantasiosa, si specifica che il dr. Giuseppe Caprotti dal 2004 NON ha un “ufficio da consigliere” in Esselunga, né percepisce un gettone di presenza per riunioni del cda nel quale non siede più dal 2011. Né lo stesso ha mai percepito la somma sopra riportata e ciò a prescindere dal fatto che ciò che comunque egli ha “ricevuto” dalla società lo si voglia considerare “palanche” o argent de poche. Avv. Claudia Shammah”.

 

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