Greta Gila Miss Ungheria

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La storia di Greta Gila: fermata per droga ora chiede i danni allo Stato

Niccolo Maggesi | 9 Febbraio 2022

Greta Gila, la Miss Ungheria scambiata per una narcotrafficante è ora in attesa di giustizia, e chiede 100 mila euro allo Stato italiano

Greta Gila: la tragica esperienza di Miss Ungheria

Il 22 febbraio la Corte d’Appello di Roma si pronuncerà sul caso di Greta Gila, ex Miss Ungheria finita in manette per un errore clamoroso di cui ora chiede i danni allo Stato italiano. La vicenda si è discussa da Eleonora Daniele a Storie Italiane, dove oltre alla modella che ha raccontato l’incredibile esperienza era presente anche il suo avvocato.

Nel 2019 Greta Gila era all’apice della carriera, e il suo futuro nello spettacolo appariva roseo e ricco di progetti. Ricevuto un sms che le proponeva l’ingaggio per un servizio fotografico da tenersi a Tokyo, la modella non si è tirata indietro. Durante l’intervista ha spiegato di essere partita da Londra per poi fare scalo a Roma-Fiumicino. Qui ha cenato con l’assistente della produzione, e ha atteso la stilista incaricata di fornirle gli abiti.

La Gila non sapeva però che nel frattempo la polizia era sulle tracce della stilista, atterrata quello stesso giorno dal Brasile con un bagaglio pieno di cocaina. Pronti a intervenire cogliendola nell’atto di consegnare gli stupefacenti nelle mani di un complice, gli uomini della Guardia di Finanza hanno sorpreso la stilista con la modella inconsapevole.

L’esperienza del carcere

La droga era nascosta tra i vestiti che Greta avrebbe indossato per lavoro, e anche lei è stata dunque trattenuta per un interrogatorio. La modella ha negato qualsiasi coinvolgimento. Ciononostante le autorità l’hanno trasferita in carcere ritenendo che il cachet di Greta fosse in realtà un compenso per la consegna degli stupefacenti.

La ventiquattrenne ha trascorso tre mesi d’inferno da cui è riuscita a salvarsi per l’aiuto dell’avvocato Scaringella. Questi ha dimostrato l’assoluta estraneità della sua assistita ai fatti, consentendo a Greta Gila di recuperare una vita normale.

Oggi Greta Gila chiede però allo Stato 100 mila euro, che serviranno a risarcirla non solo per averla ingiustamente scambiata per una trafficante, ma anche per aver interrotto bruscamente la sua carriera e averle inflitto il periodo più drammatico della sua vita.

L’esperienza carceraria è costata a Greta soprattutto in termini di stabilità emotiva e psicologica. Benché la sua famiglia abbia fatto di tutto per non abbandonarla ingaggiando i migliori avvocati, la modella ha sviluppato disturbi di ansia e depressione.

Finalmente libera e lontana da quell’incubo, ora Greta sembra rinata. Ma aspetta anche un’ufficiale ammissione di colpa che le restituisca la serenità di prima.