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L’isola è finita, andiamo in pace: Simona Ventura eliminata

Matteo Osso | 12 Aprile 2016

Isola dei Famosi Simona Ventura

Basta. Non c’è altro da aggiungere. Con l’eliminazione di Simona Ventura e l’esilio di Stefano Orfei sulla spiaggia solitaria l’isola […]

Basta. Non c’è altro da aggiungere. Con l’eliminazione di Simona Ventura e l’esilio di Stefano Orfei sulla spiaggia solitaria l’isola dei famosi puo’ considerarsi conclusa.
Quella di ieri sera è stata la puntata della frutta: incessanti singhiozzi nella conduzione, costantemente interrotta da pubblicità che non partivano, collegamenti che non si attivavano, ospiti liquidati in fretta e furia e poi ripescati a tappare buchi altrimenti coperti da un silenzio imbarazzante. Sulla spiaggia principale, ecco la terza media: “lui mi ha detto che li ha detto che lui aveva detto che gli piaci, ma non è vero”.
Un pollaio di miserie umane fatte di dispetti e scaramucce, insulti piuttosto squallidi e interpretazione delle intenzioni ai limiti dell’esegesi. In due parole: una classe difficile in una scuola media di quelle toste, di estrema periferia, dove il teppista e lo sfigato fanno comunella per trombarsi la bella di turno, salvo poi darsi le coltellate nel nome di un nuovo, assoluto amore.
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Ebbene, l’isola è finita. Non questa edizione, ma più in generale un modo di raccontare delle vicende è finito ieri, a dimostrazione che per fare un reality non basta mettere un gruppo di personaggetti davanti alle telecamere: la differenza tra personaggi e personaggetti ahiloro sta proprio nello spessore che i primi hanno e i secondi, nella più rosea delle ipotesi, forse un domani avranno.
Speculare sulle miserie di soggetti che vediamo quasi sempre perfetti per andare a commentare quanto il trucco sia miracoloso e la realtà sia crudele non funziona più. Non  funziona più nemmeno  il vecchio adagio: “affrontare le difficoltà della vita”, “nella mia carriera…” Sentire questo in bocca ad una ragazzina spocchiosa e avida di vittorie suggellate non tanto dall’aver dato il massimo di sè, ma dall’aver saputo umiliare l’avversario non fa bene nè alla televisione nè al pubblico. Per poter disquisire su una carriera bisogna averne una. E lo stesso vale per la vita,  (fatte salve esperienze personali di cui non ci è dato sapere) che difficilmente a vent’anni ti avrà messo nella condizione di maturare esperienze e conoscenze tali da poterti confrontare con chi di anni ne ha il doppio.
Mancheranno, Stefano e Simona. Mancheranno le loro diverse capacità di guidare un gruppo che fa le palline come la maionese impazzita. Mancherà il loro punto di vista su fatti raccontati sempre in terza persona. Mancherà il loro senso della lealtà sportiva con cui si sono salutati nell’ultimo televoto. Dimostrando che quando c’è la sostanza, la forma è inevitabile.
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