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L’ultimo sipario di Re Giorgio Armani: il ricordo intimo di Leo Dell’Orco tra amore e nostalgia
A quattro mesi dalla scomparsa dello stilista, il suo storico compagno e braccio destro si confessa in un racconto che…
A quattro mesi dalla scomparsa dello stilista, il suo storico compagno e braccio destro si confessa in un racconto che mescola vita privata e l’eredità di un impero
Il silenzio assordante… dopo il genio
Il silenzio in casa Armani oggi ha un peso diverso. Non è quello della concentrazione estrema che precedeva una sfilata, ma quello di un’assenza che si è fatta presenza quotidiana. Leo Dell’Orco, l’uomo che per decenni è stato l’ombra, il sostegno e il porto sicuro di Giorgio Armani, ha deciso di aprire i cassetti della memoria. In una toccante intervista rilasciata al Corriere della Sera, Dell’Orco descrive questi primi mesi senza lo stilista come un tempo sospeso: all’inizio lo stordimento per la mancanza fisica, poi la lenta abitudine al vuoto. In quella casa che hanno condiviso per una vita, Leo ha scelto di restare nella sua ala, senza invadere gli spazi di Giorgio. “Non ho toccato nulla”, confessa con la delicatezza di chi sa che certi luoghi sono ormai sacri.
Gli ultimi giorni di Re Giorgio: sentiva di non farcela più
Gli ultimi tempi sono stati un lento addio, segnato dalla consapevolezza di chi ha vissuto sempre al massimo e sente che la luce sta per affievolirsi. Dell’Orco ricorda con profonda emozione la fragilità di quei giorni: la paura di chiudere gli occhi la sera senza sapere se il mattino dopo avrebbe ritrovato quelli di Giorgio. È stato lo stesso Re Giorgio a sussurrargli, con la nuda verità di chi non ha più bisogno di filtri: “Non ho più voglia”. Un’ammissione devastante per un uomo che ha fatto del lavoro e della perfezione la sua ragione di vita. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Dell’Orco aveva cercato di convincerlo a distaccarsi, a godersi il riposo, ma per Armani la felicità era l’azione. Solo alla fine aveva accettato di iniziare a disegnare il perimetro del “dopo”.
Il futuro della maison e il peso dell’eredità
Il futuro della maison, oggi, poggia su fondamenta che lo stilista ha voluto blindare personalmente. Non ci sono zone d’ombra o corse al potere: Giorgio ha scelto i suoi successori con la precisione di un sarto. Silvana Armani per la linea donna e lo stesso Leo Dell’Orco per l’uomo. Una decisione, specifica Dell’Orco nell’intervista, presa attraverso il confronto e mai imposta. Oggi Leo sente tutto il peso di questa eredità: se prima c’era l’autorità di Giorgio a fare da scudo, ora la responsabilità è totale. È un impegno che porta avanti con l’orgoglio di chi ha sfilato fianco a fianco al genio per una vita intera, proteggendo quel marchio che è diventato un simbolo globale.
L’amore indissolubile
Il nastro dei ricordi torna poi a quel pomeriggio di settembre, ai giardini di piazzale Libia a Milano. Un giovane Leo di 22 anni, di ritorno da una vacanza a Lampedusa, vede un cane che gira da solo. Cercando il padrone, si imbatte in un uomo che allora era “solo” un passante: era Giorgio Armani. Come si legge nella testimonianza del Corriere della Sera, quell’incontro fortuito cambiò tutto.
Da un invito a sfilare il sabato successivo in Corso Venezia, è nata una storia “tosta”, fatta di amore profondo e difesa contro le invidie del mondo esterno. Un legame indissolubile nato tra le strade di una Milano elegante e discreta, la città che entrambi hanno amato e che oggi custodisce il segreto del loro eterno amore.
Copertina @IPA