Giangavino Sulas morto

È morto Giangavino Sulas, grande giornalista di cronaca nera

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Giangavino Sulas: addio maestro

Giangavino Sulas ed io non ci siamo mai frequentati in privato. Ma quando ci incrociavamo in TV, ospiti per parlare di qualche caso di cronaca, era un piacere. E quando qualcuno, nell’isteria del talk, nella speranza di un primo piano in più, mi aggrediva perché ero su posizioni diverse (mi ricordo sul caso di Gina Lollobrigida una pazza che si mise urlare contro di me quando dissi: “I soldi sono suoi e ci deve fare quello che vuole”), mi difendeva sempre anche se non la pensava come me, perché per lui l’educazione veniva sempre prima.

Addio maestro, hai attraversato la vita con la leggerezza della tua classe.

Di una classe innata, Giangavino Sulas ha attraversato decenni di cronaca, di fatti e misfatti, ma senza mai un accenno di cinismo. Con una pietà rivolta alle vittime, senza infierire sui carnefici.

Scrive l’Eco di Bergamo, il quotidiano della città dove lui, di origini sarde, viveva:

“Sulla notizia, sempre. Gian Gavino Sulas ha scritto il suo ultimo articolo sul caso di Denise Pipitone dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle condizioni di salute. Si è spento nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 giugno, a 77 anni. Lascia la moglie Anna e i figli Roberta e Marco. Parlava del suo male, che ha affrontato con grinta per oltre un anno, come una ‘massa che spinge'”.

Il passato nella redazione di Visto

Aveva lavorato tanto a Visto, il settimanale di cronaca allegato a Novella 2000, ma poi Giangavino Sulas è diventato inviato di punta del settimanale Oggi. Era il più bravo, una star di settore, e realizzava gli scoop più importanti degli ultimi decenni, dal delitto di Perugia fino al caso di Massimo Bossetti

Si è fatto conoscere come opinionista in TV, amato dal pubblico di TuttoAtalanta e Quarto Grado, di Iceberg con Marco Oliva, da Barbara d’Urso come da Eleonora Daniele a Storie Italiane.

Giangavino Sulas veva sempre posizioni fuori dal coro, forte di una conoscenza della materia fuori dal comune. Lui sapeva, non diceva tanto per dire.

Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado, ha scritto:

“Caro Giangavino, te ne sei andato in punta dei piedi. Uomo gentile, cronista di altri tempi, senza mai rinunciare a esprimere le tue idee, talvolta in solitudine. Questo nostro mestiere significa anche ironia, autoironia sulla commedia della vita e tu ne sei maestro. E per questo non uso il verbo al passato perché le tue lezioni rimarranno sempre. Grazie”.

a cura di Roberto Alessi

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