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Gli abbonati sono 24 mila (diventeranno 6 milioni nel 1965), il canone costa 15.000 lire. E’ il 1954.

3 gennaio 1954. E` domenica. Dopo cinque anni di sperimentazione da Torino due da Milano, la televisione italiana, organizzata dalla RAI, è pronta a partire ufficialmente, giungendo fino a Roma tramite 7 trasmettitori.
Da settembre 1952 va in onda da Milano tre volte a settimana il Telegiornale, diretto dall’aprile 1953 dal radiocronista Vittorio Veltroni.
La Domenica Sportiva ha già debuttato in TV l’11 ottobre 1953, divenendo il programma più longevo della RAI.
Dell’inaugurazione del 3 gennaio 1954 non esistono filmati originali, essendo una telecronaca diretta, e dieci anni dopo Ugo Zatterin farà recitare il palinsesto di quel fatidico giorno all’annunciatrice della sede TV di Milano Fulvia Colombo (nella foto):
“La Rai, Radiotelevisione Italiana comincia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive. Gli odierni programmi di oggi sono ore 11 inaugurazione…”
Le altre annunciatrici sono Nicoletta Orsomando da Roma, Marisa Borroni da Milano e Maria Teresa Ruta da Torino.
Quel 3 gennaio 1954 gli abbonati sono appenanovanta, in un mese 24milain un anno 88mila. Nel giro di quattro anni saranno più di un milione.
 
Guarda la prima sigla della Rai

 

 

La storia. La nascita dell’azienda è legata ad un provvedimento normativo, il Regio Decreto n. 1067/1923, che affidava allo Stato l’esclusiva sulle trasmissioni radiofoniche da esercitare tramite società concessionarie. È così che il 27 agosto 1924 nacque, a Torino, l’Unione Radiofonica Italiana (URI), sotto forma di Società anonima precreata dal primo Ministro delle Comunicazioni d’Italia Costanzo Ciano, e che era una fusione tra la società Radiofono di Guglielmo Marconi e la SIRAC.

Tre anni dopo, il 17 novembre 1927, l’URI venne trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), rimanendo comunque in mano ai privati. Il 26 ottobre 1944 nacque dalle ceneri del vecchio ente la Radio Audizioni Italiane (RAI), che inizialmente era una partecipata della Società Idroelettrica Piemontese (anche detta SIP, gestore telefonico italiano in regime di monopolio, poi divenuta Telecom Italia), ma successivamente le azioni furono comprate dal Ministero delle Comunicazioni, che divenne presto Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Il 10 aprile 1954, in seguito all’avvio delle trasmissioni televisive regolari (avvenuto il 3 gennaio 1954), la Radio Audizioni Italiane S.p.A. si trasformò in Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A. Ultimo passaggio è stato la fusione nel 2004 della Rai Holding S.p.A. (che deteneva la maggioranza relativa delle azioni della Rai) con la Rai S.p.A. formando l’attuale società.

Con il referendum popolare del 1995 venne abrogata la legge che riservava esclusivamente alla mano pubblica il possesso delle azioni Rai, tuttavia non si è mai proceduto alla privatizzazione che si intendeva avviare.

Le tappe più importanti.

  • 1924: A Torino, nasce l’Unione Radiofonica Italiana (URI);
  • 1927: l’Unione Radiofonica Italiana viene trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR);
  • 1931: L’EIAR acquista il Teatro di Torino di Via Verdi, nel capoluogo piemontese e lo adibisce ad Auditorium, per ospitare la sede della propria Orchestra Sinfonica Nazionale. Nello stesso Teatro di Torino e nella vicina sede storica dell’EIAR, si svolgeranno i primi esperimenti di trasmissione televisiva. Inaugura il centro di produzione radiofonica di Via Asiago 10 a Roma. Il palazzo viene tuttora utilizzato per la messa in onda dei programmi di Rai Radio 2 e Rai Radio 3;
  • 1939: L’EIAR inizia la sperimentazione delle trasmissioni televisive nelle sedi di MilanoTorino e Roma, che però si interrompono l’anno dopo, a causa dell’entrata in guerradell’Italia.
  • 1944: Il Governo italiano e la SIP fondano la Radio Audizioni Italiane, sorta dalle ceneri dell’EIAR;
  • 1949: A Milano la RAI riprende, dopo dieci anni, la sperimentazione delle trasmissioni televisive;
  • 1950: Nasce il Terzo Programma radiofonico, l’attuale Rai Radio 3; fu la prima emittente italiana a trasmettere in modulazione di frequenza;
  • 1951: La Rai rivede la propria offerta creando le reti a diffusione nazionale Programma NazionaleSecondo Programma e il neonato Terzo Programma;[6]
  • 1952: La Radio Audizioni Italiane viene ceduta all’IRI;
  • 1954: Il 3 gennaio[7] la RAI inizia ufficialmente le sue trasmissioni televisive: Fulvia Colombo annuncia l’avvio ufficiale (dopo cinque anni di sperimentazioni) delle trasmissioni del primo canale televisivo, chiamato Programma Nazionale (l’attuale Rai 1). I principali trasmettitori sono a RomaMilanoNapoliTorinoMonte Peglia. Alla sera prende il via La Domenica Sportiva, il programma più longevo della televisione italiana ancora oggi in onda. Di conseguenza, il 10 aprile, la Radio Audizioni Italiane S.p.A. cambia la denominazione sociale in Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A.;
  • 1956: i VII Giochi olimpici invernali, disputatisi a Cortina d’Ampezzo, sono i primi ad essere trasmessi ad un’audience internazionale in Eurovisione;
  • 1957: Con un decennio di anticipo rispetto alla tempistica inizialmente prevista, tutto il territorio italiano è coperto dal segnale televisivo[7]. La RAI inizia a trasmettere messaggi pubblicitari in TV con Carosello, ed a Roma, inaugura lo storico centro televisivo di Via Teulada 66;
  • 1958: Nasce il servizio di Filodiffusione in collaborazione con la SIP – Società Idroelettrica Piemontese;
  • 1960: Debutta Tutto il calcio minuto per minuto, programma storico tuttora in onda su Rai Radio 1;
  • 1961: Il 4 novembre, Rosanna Vaudetti inaugura la seconda rete televisiva, denominata Secondo Programma (l’attuale Rai 2);
  • 1965: la Rai organizza la prima edizione in Italia dell’Eurovision Song Contest (10º Gran Premio Eurovisione della Canzone);
  • 1968: La Rai inaugura il centro di produzione televisiva di Torino; va in onda lo sceneggiato Odissea, prima produzione Rai realizzata a colori;
  • 1972: Con i giochi olimpici di Monaco, inizia la sperimentazione delle trasmissioni televisive a colori (anche se alcuni programmi, sceneggiati e prove tecniche di trasmissione erano stati realizzati a colori già negli anni precedenti);
  • 1975: Il 14 aprile viene approvata la Legge n. 103 che riforma il servizio pubblico radiotelevisivo. Fra i cardini, nomine parlamentari anziché governative e implementazione di una terza rete televisiva da affiancare alle prime due; queste ultime, cambiano denominazione e da Programma Nazionale e Secondo Programma vengono ribattezzate Rete 1 (o TV1) e Rete 2 (o TV2). I canali radiofonici cambiano nome con quelli attuali.[8] Quello stesso anno acquisisce la Sipra e la Sacis;
  • 1977: Il 1º gennaio si conclude, dopo vent’anni, la rubrica pubblicitaria Carosello; il 1º febbraio, dopo una lunga battaglia tecnico-politica, e dopo una sperimentazione durata per cinque anni, iniziano ufficialmente le trasmissioni televisive a colori;
  • 1979: Il 15 dicembre, Fabiana Udenio inaugura Rete 3 o TV3 (l’attuale Rai 3), rete televisiva inizialmente progettata e realizzata per la diffusione di programmi su base regionale;
  • 1983: Cambio di denominazione per i tre canali televisivi: la parola Rete viene sostituita dalla parola Rai e dunque la Rete 1, la Rete 2 e la Rete 3 diventano RaiUnoRaiDue e RaiTre;
  • 1987: RaiTre viene equiparata alle altre due reti ed inizia a trasmettere a livello nazionale, si profila così la lottizzazione dei tre canali televisivi pubblici: RaiUno alla DCRaiDue al PSI e RaiTre al PCI, rimasta in vigore fino alla fine della Prima Repubblica;
  • 1990: a Roma si inaugura il centro tecnico di produzione radiotelevisivo di Saxa Rubra inizialmente destinato come centro servizi TV per i Mondiali di calcio Italia’90, ora sede delle redazioni giornalistiche radio-tv della Rai e di Rai Italia. Inoltre, inaugura i programmi satellitari analogici di RaiUno e RaiDue su Eutelsat 1 F5 a 10 gradi est;
  • 1991: La Rai organizza l’Eurovision Song Contest 1991;
  • 1996: L’azienda inaugura la trasmissione dei programmi televisivi, in tecnica digitale, via satellite Eutelsat Hotbird 13°est;
  • 1997: Nasce RaiSat, la divisione satellitare della Rai. L’anno successivo verrà scorporata come RaiSat S.p.A. Nasce Rai Trade S.p.A.;
  • 1999: Nasce Rai News 24, canale all-news Rai, inizialmente disponibile solo via satellite Eutelsat Hot Bird.
  • 2000: A causa della liquidazione della holding pubblica IRI, il 99,5% delle azioni passano a Rai Holding S.p.A. in mano al Ministero dell’Economia;
  • 2004: Le trasmissioni televisive compiono 50 anni e quelle radiofoniche 80 anni; su Rai UnoRai Due e Rai Tre, va in onda Buon compleanno TV, una grande festa televisiva condotta da Pippo Baudo per festeggiare il cinquantenario. Il 1º dicembre dello stesso anno Rai Holding viene fusa nella Rai S.p.A. costituendo l’attuale società;

CPTV “Biagio Agnes” di Saxa Rubra. In primo piano la palazzina A sede del TG1.

sede di Rai Teche in via Salaria a Roma.

  • 2005: Il 27 settembre, la Rai crea il proprio canale YouTube ufficiale[9], con il quale pubblica video tratti dal sito ufficiale Rai.tv (che poi sarà online da dicembre dello stesso anno) dove sono presenti i programmi prodotti. Dal 1º giugno 2014, la Rai elimina quasi tutti i video caricati nel canale, ed anche quelli caricati da altri utenti;
  • 2007Paolo Gentiloni pone sotto licenza creative commons una considerevole parte dell’archivio Rai, rendendolo gratuitamente consultabile e riproducibile dal sito Internet;
  • 2008: Il 10 maggio debutta la piattaforma Rai Digitale Terrestre, bouquet di canali per il digitale terrestre. Il bouquet è composto inizialmente da 8 canali, 2 dei quali già esistenti (Rai News 24 e Rai Gulp), che sono visibili sia attraverso la tecnologia DVB-T che quella DVB-S. Nello stesso giorno, con il 91º Giro d’Italia, parte Rai Sport Più. La UEFA Euro 2008 (campionato svoltosi in Austria e Svizzera) e le Olimpiadi estive di Pechino 2008 sono stati trasmessi, in alcune aree, in alta definizione, mentre in tutta Italia nel formato panoramico 16:9 sul digitale terrestre. Entrambe le manifestazioni sportive sono andate in onda su Rai Sport più. Il 14 luglio, nasce Rai 4, il nuovo canale del digitale terrestre dedicato alla sperimentazione;
  • 2009: Il 2 febbraio, sul digitale terrestre, viene lanciato un nuovo canale tematico gratuito: Rai Storia. Il 31 luglio, i canali RaiSat passano da Sky Italia al digitale terrestre e alla nuova piattaforma satellitare Tivùsat. Chiude RaiSat Smash Girls e RaiSat Gambero Rosso passa sotto la gestione diretta di Sky. Il 1º novembre la Rai passa dal formato 4:3 a 16:9.
  • 2010: Il 18 maggio la Rai dopo 10 anni subisce un restyling della propria immagine, con nuovi loghi e colori, culminato il 22 novembre con nuove animazioni per i canali generalisti. La Rai assorbe la società RaiSat. Il 26 novembre nasce Rai 5, il nuovo canale culturale, in sostituzione di Rai Extra. Si delinea così l’attuale bouquet di canali digitali[10][11]. Nella radiofonia invece nascono tre web radio disponibili in streaming sul sito Rai.tv.;
  • 2012: Il 4 luglio la Rai, come così le altre emittenti italiane, spegne definitivamente tutti i suoi canali analogici risultando così disponibile sul digitale terrestre, sul satellite (con alcuni canali e programmi visibili solo con il decoder Tivùsat) oltre che in streaming via web. Il 31 dicembre il TG2 è il primo delle tre tv generaliste ad essere trasmesso in 16:9;
  • 2013: Iniziano le prime trasmissioni in DVB-T2[12];
  • 2014: Le trasmissioni televisive della Rai compiono 60 anni e quelle radiofoniche compiono 90 anni. Su Rai 1 va in onda una puntata speciale di Techetechetè per festeggiare il sessantenario. Inoltre il TG1 ed il TG3 iniziano a trasmettere in 16:9 ed in HD;
  • 2015: Viene lanciato il nuovo portale Rai dedicato ai giovani. Il 23 luglio il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, annuncia il lancio di tre nuove reti radiofoniche: Rai Radio 6 Teca (dal 7 settembre), Rai Radio 7 Live (dal 7 settembre), Rai Radio 8 Opera (dal 6 agosto) e il cambio di nome di altre due reti: Rai Radio FD4 prenderà il nome di Rai Radio 4 Light e Rai Radio FD5 quello di Rai Radio 5 Classica. Le radio, oltre ad adottare un nuovo logo, vengono rese disponibili sul DAB+, sul satellite (tivùsat) e sul sito web della Rai.[13];
  • 2016: per la prima volta dalla nascita della televisione pubblica, l’abbonamento tv verrà corrisposto tramite la bolletta dell’elettricità presumendo che chiunque detenga un’utenza per la fornitura di energia elettrica, nel luogo in cui ha la residenza anagrafica, è in possesso di un apparecchio atto o adattabile alla ricezioni delle trasmissioni televisive via etere o via satellite. Il provvedimento governativo è stato introdotto nella legge di stabilità 2016. Dal 1º maggio Rai YoyoRai 5 e Rai Storia sono le prime reti televisive italiane a trasmettere senza interruzioni pubblicitarie. Il 28 maggio viene cancellata dopo 62 anni la figura della signorina buonasera. In occasione dei XXXI Giochi olimpici di Rio de Janeiro, la Rai offre una copertura con tre canali televisivi in HD (Rai 2 e i canali Rai Sport) e un sito internet che copre ogni evento prodotto dall’OBS. Il 12 settembre 2016 inizia il rinnovamento grafico delle prime 4 reti e viene lanciato RaiPlay, dal 19 settembre successivo parte Rai 5 HD, viene spento Rai Sport 2 HD e le versioni in HD dei tre canali generalisti arrivano anche sul digitale terrestre.
  • 2017: dal 1º gennaio viene abolito il segnale orario (solo in TV), a causa del nuovo segnale digitale, il quale, trasmesso via satellite, arriva con un ritardo di due secondi, non permettendo più l’esatta precisione nel conteggio delle ore[14]. Il 4 gennaio si amplia l’offerta dei canali tv in HD attraverso la piattaforma tivùsat diffusa tramite il satellite EutelsatHot Bird: vengono attivati Rai News 24 HD, Rai Storia HD, Rai Scuola HD, Rai Gulp HD e Rai Yoyo HD.[15] Il 5 febbraio viene spento Rai Sport 2 mentre Rai Sport 1 prende il nome di Rai Sport nella versione standard. Rai Sport 1 HD, che si trovava al canale 557, si trasforma in Rai Sport + HD e prende posizione al canale 57, al posto di Rai Sport 1; inoltre i loghi di tutte le reti vengono spostati nell’angolo superiore sinistro del teleschermo come già attuato da settembre 2016 per le prime quattro reti e vengono ridimensionati al pari di quelli delle reti tematiche. Il 10 aprile si completa il restyling delle reti tv con l’estensione a quelle tematiche ad eccezione di Rai News 24. Il 12 giugno viene inaugurato il decimo canale radio nazionale, Rai Radio Kids, dedicato ai bambini dai 2 ai 10 anni trasmettendo dalla sede torinese su tutti i device (DAB, web, app, digitale terrestre e satellite) senza pubblicità e contestualmente vengono rinominate Rai Radio 4 Light in Rai Radio Tutta Italiana, Rai Radio 5 Classica in Rai Radio Classica, Rai Radio 6 Teca in Rai Radio Techete’ e Rai Radio 7 Live in Rai Radio Live. Il 19 dicembre nasce RaiPlay Radio, la nuova piattaforma internet per ascoltare tramite web e app dedicata i dieci canali radio Ra
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