Renzo Arbore compie 80 anni. E’ uno dei giganti del mondo della musica e della televisione, il suo talento è riconosciuto in tutto il mondo ed i suoi programmi sono stati imitati da sempre. Ancora oggi, a distanza di anni, Quelli della notte o Alto gradimento fanno il pieno di ascolti in Rete e sui canali del digitale terrestre. Foggiano doc, Arbore si è trasferito giovanissimo a studiare Giurisprudenza all’università di Napoli dov’è nata la passione per la musica. Per la verità nella sua Foggia si esibiva alla Taverna del Gufo, un locale storico che ancora oggi ricorda. E’ stato il primo a indossare al sud i jeans degli americani nel dopoguerra. “Ho ispirato Renato Carosone in Tu vo fa l’americano”, ci ha raccontato. Poi l’incontro, ed il sodalizio artistico, con il grande Gianni Boncompagni. I programmi di successo sono stati numerosi. Arbore non ha mai lasciato il clarinetto e il jazz,

“Sono sempre stato alternativo. Ho fatto l’altro cinema, l’altro teatro, l’altra televisione, l’altra radio, l’altra canzone napoletana e quindi farò anche ‘l’altro compleanno’, come se fossi un cinquantenne, e ricomincerò da capo”, ha raccontato Renzo Arbore all’Ansa. Qual è la ricetta per fronteggiare l’età che avanza? “Suonare e cantare in giro per il mondo con l’Orchestra italiana perché la musica mi mantiene giovane”.
Dopo due perdite incolmabili come quella dell’amata Mariangela Melato e quella del grande amico di sempre Gianni Boncompagni, Arbore trova nelle sue passioni l’elisir per mantenersi in forma. “Never give up, dicono gli americani, o meglio The show must go on. Bisogna andare avanti comunque”, dice, con un velo di malinconia. Oltre all’ironia e alla nobile arte del cazzeggio esercitata con gli amici di una vita e compagni di avventure televisive indimenticabili come Quelli della notte e Indietro tutta, è la tournee con l’Orchestra italiana il suo toccasana. “La musica mi mantiene giovane – spiega – perché quando stai su un palco non c’è niente da fare: devi suonare il clarinetto, devi avere il fiato per far squillare alcune note e poi devi cantare le canzonette della tua adolescenza, lo swing, la musica che ti piace”. E’questa, conclude scherzando, “la ricetta per combattere la gotta, per esempio, che fortunatamente non ho. Io pavento sempre la gotta continua… Una vecchia formula di tanti anni fa, che ora non c’è più… Ma adesso potrebbe esserci un altro movimento di questo tipo”.

Arbore incontra Novella2000 e svela che…

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