A Novella 2000 Rosy Di Carlo, in arte Diva e Lesbica, svela com’è nato il suo personaggio. Poi racconta il mondo LGBT, tra progetti e sogni nel cassetto

In Italia i cliché sul mondo omosessuale non sono stati ancora del tutto superati, rispetto a quanto fatto in altri Paesi. Ed è così che è nato, qualche anno fa, il progetto di Rosy Di Carlo, in arte Diva e Lesbica. Se dovessimo descriverla in poche parole di lei si potrebbe dire che non ha peli sulla lingua, è ironica, pungente e mai scontata. 

Rosy Di Carlo è senza dubbio uno dei volti più conosciuti e amati della comunità LGBT. Con il suo pubblico ha creato un legame viscerale, che va oltre il rapporto tra fan e beniamino. Intercettata da Novella 2000, l’intrattenitrice del web o Queen (così come ama definirsi) ci ha raccontato com’è nato il suo personaggio e non solo. Sono tanti, infatti, i progetti che ha portato avanti in questi anni, tra cui una web serie pronta a sbarcare il 7 Maggio sul suo canale YouTube.

Con lei è stata una vera e propria full immersion, tra sogni nel cassetto (pur restando con i piedi per terra) e la speranza di poter finalmente dare visibilità al mondo arcobaleno, in particolare alle donne.

Come stai e come stai vivendo questo periodo?

Inizialmente avevo sottovalutato il problema. Questo succede perché siamo un po’ abituati al fatto che le cose quando si verificano dall’altra parte del mondo è come se non arrivino a coinvolgerci. Compatisci ma non entri in empatia al 100%, nonostante io sia una persona molto empatica. Ad un certo punto, mi sono sentita spiazzata e mi sono rimessa in discussione. Dopo la prima settimana di sconforto, ho capito che dovevo sfruttare questo momento per migliorare la mia persona e poi, forte di questi pensieri, sento sempre il peso di avere un pubblico e quindi ho dedicato questa quarantena alle persone che avevano bisogno di un sorriso.

Sto trascorrendo la quarantena con la persona con cui sto da tanti anni, ma molti si trovano in difficoltà e soli. La solitudine è ciò che più fa paura all’uomo e in questo momento la si è avvertita. Così ho cercato di tener loro compagnia. Non l’ho vissuta male la quarantena. Mi sono concentrata a fare delle belle cose, che possono o meno piacere, però credo di aver utilizzato bene il mio tempo, cercando di star bene io e far stare bene chi mi segue. 

Ho evitato di proposito di seguire troppo la TV, ho preferito attenermi ai bollettini ufficiali e alle conferenze stampa di Conte. Nel piccolo schermo spesso si fa confusione sulla veridicità delle notizie e dunque ho evitato di entrare in questo loop. 

Come nasce il nome Diva e Lesbica?

Il nome d’arte rispecchia un po’ chi sono, ovviamente non totalmente, perché due parole non possono dire tutta la storia di una persona. Diciamo che quando ho deciso di approdare sui social per portare normalità in quello che è il mondo LGBT, ho utilizzato così due parole molto contrastanti tra loro. Diva, che è un termine un po’ più futile, e negli anni associato a icone come Marilyn Monroe, Sofia Loren. Io mi sono sempre sentita così, anche se ora sono una Queen (ride), però fino a qualche anno fa i miei amici mi chiamavano Diva. E ho deciso di affiancare questa parola a Lesbica, che ancora oggi, nel 2020, viene utilizzata come un insulto.

È un contrasto che rispecchia un po’ la mia personalità. Da una parte sono forte e sicura di me, quasi da risultare spavalda o spocchiosa, ma dall’altra sono anche fragile e quella critica fatta con cattiveria che va a toccare la vita privata mi fa star male. La cosa che mi colpisce è che la gente si focalizza principalmente sul fatto che ci sia la parola Lesbica nel mio nome d’arte, che fa sempre troppo scalpore. Qualcuno dice sia un volermi etichettare, ma io credo sia semplicemente un limite di chi non vuole capire chi ci sia dietro, fermandosi alla superficialità. Bisognerebbe andare oltre le apparenze, io sono la prima a doverlo fare.


A tal proposito Rosy Di Carlo oggi si sente più Diva o Lesbica?

Io mi sento più Diva, perché Lesbica non ti ci senti, ci nasci, lo sono ed è la mia natura e il mio orientamento sessuale. Diva, invece, ti ci puoi sentire come no. 

La società è abituata a dare una connotazione negativa alla parola lesbica, utilizzata quasi per insultare. Ci sono molte ragazze lesbiche che preferiscono identificarsi con la parola “lella”. E proprio per questo ho deciso di utilizzare questo nome. Per far si che venga ripetuto come se fosse un termine come tanti altri. Anch’io quando ho iniziato a lavorare in questo mondo non mi definivo lesbica e tanto meno ero dichiarata e pronta a questo passo. 

L’Italia è ancora indietro per quel che riguarda l’accettazione del mondo LGBT, Considerando poi che tu vivi in Belgio, noterai questa differenza…

Per quanto mi riguarda l’unica cosa positiva di questi anni è che comunque si è già sdoganata la figura dell’uomo gay, per fortuna. Nel mondo dello spettacolo in tanti sono dichiarati. Invece la donna lesbica è sempre 10 passi indietro. Risulta ancora molto invisibile, soprattutto in Italia, ma anche nel resto del mondo. Una lesbica se fa coming out nasce uno scalpore che non ha ragione d’essere. Io appoggio il coming out dei personaggi famosi, perché ne abbiamo bisogno.

Se si pensa al mondo dello spettacolo italiano, quante ne contiamo? Pochissime. E secondo te non ce ne sono? Ci sono ma non si dichiarano. Non sono nei meccanismi televisivi, ma sicuramente si ha paura. Già la donna è vista sempre un passo indietro rispetto all’uomo, figuriamoci una donna lesbica. C’è tanto da fare qui. In Belgio, mio paese d’adozione, le serate a tema non esistono, perché le persone non sentono l’esigenza. C’è tranquillità nel vivere la propria omosessualità e nel provarci con le persone perché non hai paura di trovarti con qualcuno che ti insulta o che ti prende a pugni. 

Come quando sento dire ‘come lo spieghi ai bambini che esistono coppie omosessuali?’ Lo si deve fare in serenità, nel modo giusto. Capiranno la concezione di amore in tutte le sue forme.

Il personaggio di Rosy Di Carlo, meglio conosciuta come Diva e Lesbica, nasce sui social, precisamente nel 2017 attraverso una pagina Facebook, lei però si trova a tuo agio anche sul palcoscenico. A dimostrarlo il primo spettacolo a teatro, Tutto su di me, noi

La mia pagina Facebook si chiamava Le mai gioie di una Lella, che risulta più leggera, anche perché avevo paura che qualcuno della mia famiglia potesse vedere i contenuti. Una volta che ho fatto coming out, però, è stata una rinascita. Mi sentivo felice, come se mi fossi liberata di peso. L’unica cosa che cambia, fondamentale, è che la gente sa con chi vai a letto. Ma senti un senso di libertà personale, che per quanto possa sembrare stupido, in realtà non lo è. Questo mi ha spinta dunque a diventare Diva e Lesbica e esprimermi come volevo. La gente inizialmente non ha apprezzato questo mio cambiamento e alcuni sono scappati perché molti facevano il mio stesso ragionamento. Inizialmente questa cosa mi ha scioccata. 

Ho trovato sul web uno spazio dove potermi esprimere. A me piace stare a contatto con la gente e al centro dell’attenzione e dunque stare sul palco, raccontare e far ridere. Io ad esempio non ho mai avuto occasione di studiare per stare su un palco e sono autodidatta. Sul web ho trovato il mio spazio, caricando dei video e sperando così che la gente possa visualizzarli e apprezzarli. Una volta che ho raggiunto il mio pubblico ho pensato di poter passare dal web al reale, che è quella che mi attrae maggiormente. La cosa bella del mondo virtuale è che ti collega immediatamente con la gente attraverso un semplice click.

Proprio sulle tue piattaforme sono nati anche vari format di Rosy Di Carlo, alcuni di essi ispirati ad alcuni programmi televisivi

Io sono grande appassionata di Uomini e Donne e l’ho sempre seguito. Il mio più grande rammarico è che non c’è mai stato un Trono dedicato alle lesbiche, ma solo quelli gay. E da qui è nata l’idea del Trono Diva e Lesbica, per lanciare anche un segnale. Quella voglia di normalità che faccia capire come può nascere un amore tra donne. Quindi ho inventato esterne virtuali con delle chat di gruppo. Inizialmente eravamo pochi durante le dirette, via via poi siamo cresciuti anche sotto questo punto di vista. Quando ci sono queste iniziative, poi, le lesbiche sempre messe da parte, si sentono finalmente parte di qualcosa. 

Così come C’è posta per la Ex, che ho portato live, altro format riuscitissimo. Mostri quel filo di disagio che appartiene alle donne in generale e permetti agli etero di capire che esistono anche gli omosessuali. E poi un po’ di Trash non guasta mai…

Il 13 Febbraio è uscito il tuo primo romanzo, ‘Dacci oggi il lesbodramma quotidiano‘. Quanto c’è di te in questo romanzo? Ti piacerebbe scrivere un sequel o una nuova storia?

Nel libro racconto la vita di 5 ragazze che vivevano nella mia testa. Diciamo che è una storia inventata, però la mia presenza si sente tanto, soprattutto nel personaggio principale di Klaudia. Chi mi conosce e segue ha colto delle sfumature della mia persona, tra battute e riferimenti. È una cosa che mi hanno fatto notare anche i miei editori. A me piace scrivere ed entro in empatia con i personaggi e mi immedesimo talmente tanto che poi esce parte di me. Ci tenevo però a rimanere coerente con quello che sono. Così come il titolo del libro, che è blasfemo con la parola lesbica dentro… Combo fotonica! 

Da grande appassionata di scrittura, appena è giunta l’opportunità ho accettato subito. Avevo tante storie scritte e anche una volta uscito il libro io ho continuato a scrivere. Se si dovesse presentare l’occasione di un nuovo libro… ben venga. Io continuo a farlo perché mi piace, poi chissà un giorno magari scrivo un best seller da tradurre in inglese e venderà copie in America. 

Rosy Di Carlo, però, ha deciso di mettersi a nudo raccontando anche i suoi di lesbodrammi e non solo quelli di chi la segue…

Nell’Alfabeto Drammatico, a differenza de Le avventure di una Lesbica dove ripropongo esperienze e racconti di altre ragazze, avevo voglia di raccontare la normalità e mettermi a nudo. Volevo mostrarmi ed essere fiera di quella che sono e chi sono oggi. C’è chi pensa che parte della mia storia sia inventata, in realtà è tutto vero. Si percepivano i miei stati d’animo.. Poi una delle protagoniste è stata anche mia ospite alla presentazione del libro. Molte ragazze poi conoscendo meglio la mia storia sono entrate ancor più in empatia con me e hanno capito che sono una di loro. I video dell’Alfabeto Drammatico poi sono diventati viralissimi nell’ambiente, e io che pensavo non fregasse a nessuno, invece…. 

Giovedì 7 maggio, intanto, Rosy Di Carlo sbarcherà sul suo canale YouTube con la web serie, Girls Like You. Tra i protagonisti anche Veronica Satti, con la quale è molto amica. Ecco cosa ci ha svelato

Io e Veronica ci siamo conosciute durante un evento due anni fa. Vivendo entrambe a Genova, però, non riuscivamo a vederci, ma siamo sempre state in contatto. Sono affascinata di arte, libri, e di serie tv. E dato che nessuno mi scrittura per lavorare in un film… Mi sono inventata la mia web serie! Amo fare tanti progetti e dopo il libro ho iniziato a scrivere la web serie. Non sapevo come muovermi e non conoscevo fonici o direttori di fotografia.

Piano piano ho messo su una crew e poi ho chiesto a Veronica se volesse partecipare, essendo anche lei esponente della comunità e dichiarata. Poi ha fatto il suo Grande Fratello, senza nascondersi. Dopo aver letto la sceneggiatura è rimasta entusiasta, perché racconta la normalità e amore che può nascere tra donne. Nessuna delle due ha studiato recitazione, ma abbiamo provato a fare del nostro meglio, anche per il futuro con un’ipotetica seconda stagione. È una strada che voglio intraprendere anche e portare tanti prodotti del genere sul mio canale.

Mi piacerebbe farlo anche con l’Alfabeto Drammatico, ma è più complesso. Con calma. Ora ci concentriamo su Girls Like You e vediamo dove ci porterà. Io poi ho due obiettivi: far star bene la gente, soprattutto qui in Italia dove si devono sfatare tanti tabù e la normalità tra donne, che è il tema principale della web serie. 

Nel 2019 abbiamo visto Rosy Di Carlo in TV a Ciao Darwin 8, dove hai avuto la possibilità di intervenire nel corso di un dibattito. Ti piacerebbe portare sul piccolo schermo un programma tutto tuo e se si come sarebbe strutturato?  C’è un personaggio della TV o del web con cui sogni di lavorare un giorno?

Fare un programma tutto mio sarebbe raggiungere un sogno e mi piacerebbe, anche se non è semplice. A me piace condurre e viene naturale. Io mi definisco intrattenitrice sul web, più che influencer o youtuber. Il mio approdo in TV però non credo succederà mai perché per quanto sia trash, forse non lo sono abbastanza. Ciao Darwin è successo per caso perché mi trovavo dove facevano i provini per la puntata del Gay Pride. Con chi mi piacerebbe condurre!? Io amo tutte le presentatrici da Maria De Filippi a Barbara d’Urso, Simona Ventura, Mara Venier, Ilary Blasi e la Marcuzzi. Seguo tanto la TV e mi tengo informata. 

Visitando i tuoi canali, si è notato il rapporto stretto che hai con chi ti segue. Tra voi si è creato davvero un legame speciale

Chi lavora sul web è una persona creativa, ma come tante. Io sono grata a chi mi segue. Non avrò numeri eccezionali, ma li tengo stretti perché non ho conoscenze o raccomandazioni e quindi sono frutto del mio lavoro al 100%. A me non piace chiamarli fan, però come dici io ho un rapporto stretto con chi mi segue e ho fatto di tutto per crearlo. Io poi ho sempre risposto ad ognuno di loro e continuo a farla.

Organizzo eventi e raduni perché mi piace il rapporto con le persone. Associare i nomi a dei volti, ai vari account Instagram e YouTube. Mi piace sapere chi scrive cosa. Cerco sempre di ricordarmi i volti delle persone che incontro, perché viviamo in un mondo troppo virtuale. Ora si scrivono commenti senza nemmeno pesare troppo le parole, belle o brutte che siano. Quando invece vedi le persone dal vivo devi per forza darci un peso, li vedi ridere, emozionarsi.

Mi sono costruita da sola e questo mi fa tenere i piedi ben saldi per terra. Mi rendo conto che se nessuno avesse apprezzato e guardato i miei contenuti l’avrei fatto solo per me. Loro ringraziano me, ma io sono grata ad ognuno di loro per esserci. È un dare e ricevere. Non per autoelogiarmi, ma non sono in tanti ad avere un rapporto così stretto con la propria fanbase. Con chi mi segue ho un linguaggio mio, delle parole in codice che solo loro sono in grado di cogliere. Questo mostra complicità.

Facendo un balzo in avanti di 10 anni, Rosy Di Carlo come si immagina?

Tra 10 anni mi vero sicuramente mamma, anche se non è mai stata una mia priorità nella vita. Voglio una famiglia e questo è il momento giusto e per come sono oggi. Mi piacerebbe continuare quello che sto facendo, so però che i tempi cambiano e sul web è tutto molto veloce e si passa di moda. Vorrei dedicarmi alle web serie e cortometraggi, anche quando sarà finito il mio momento, magari farlo da dietro la camera e dare spazio ad altri. Vorrei restare in questo ambiente, continuare a scrivere libri. Se ti dovessi dire l’immagine di Rosy tra 10 anni e come la vedo io è in casa sua nel proprio ufficio, con i bambini che dormono e io che scrivo.

Infine ti chiediamo, se ti va, di lasciare un messaggio ai lettori di Novella 2000

Spero che questo periodo così difficile per il mondo intero abbia fatto capire a molti che siamo tutti esseri umani e che, davanti alla paura, non c’è orientamento sessuale, religione o nazionalità che regga. Questo ci serva da lezione per quando finirà, prima o poi. Quando si è cattivi, omofobi, razzisti, ricordarci che alla fine siamo tutti esseri umani e che facciamo parte di questa società che può cambiare in un attimo, e rinchiuderci in una quarantena.

Viviamo tutti le stesse paure o amori, indipendentemente da tutto. Spero nel cambiamento quando finirà il Coronavirus, ma temo che dopo poco tempo se ne saranno dimenticati tutti e chi fa oggi i discorsi del “sarò una persona migliore” l’avrà dimenticato. Mi auguro che questa esperienza ci lasci un po’ più di umanità. 

Ringraziamo di cuore Rosy Di Carlo per questa meravigliosa chiacchierata e facciamo lei il nostro migliore in bocca al lupo per i suoi progetti di vita privata e professionale.