Sorrida Prego Novella 2000 n. 31 2020

Sorrida Prego con Emanuele Puzzilli: niente paura del dentista

Il dottor Emanuele Puzzilli affronta uno dei problemi più ricorrenti per chi si sottoponga a una visita odontoiatrica: la paura del dentista.

Chi ha paura del dentista? Noi odontoiatri sappiamo che siete in molti, e che la nostra professione, purtroppo, non gode di buona fama. Anche perché utilizziamo “attrezzi” che possono incutere timore, come bisturi o trapani.

Però sappiamo anche che la medicina continua a fare passi da gigante, e oggi sedersi sulla poltrona di uno studio dentistico non è più fonte di ansia come dieci o venti anni fa. Per esempio abbiamo la sedazione cosciente, le impronte prese con lo scanner digitale e tutta una serie di accorgimenti che rendono una seduta molto più confortevole per il paziente.

La salute prima di tutto

La paura, però, è irrazionale e poco le interessano i progressi della medicina. La si può combattere? Certo, anzi, va combattuta. Perché prendersi cura dei denti è una questione di salute.

Mi è capitato diverse volte di trovarmi davanti bocche malridotte, di pazienti che avevano posticipato troppo l’appuntamento con il dentista per paura.

Non dobbiamo permettere alla paura di rovinarci la salute. Ci sono casi in cui questa paura è talmente forte da assumere i contorni di una patologia, con attacchi di panico, tachicardia e altri sintomi. In questi casi serve un intervento specialistico.

Per i casi meno forti, invece, qualcosa possiamo fare sia noi dentisti sia voi pazienti.

Tecnologia vs paura

Il nostro compito è utilizzare al massimo la tecnologia che consente di minimizzare o addirittura eliminare il dolore.

Della sedazione cosciente, che uso nei miei studi, vi ho già parlato quando abbiamo affrontato il tema dei bambini, ma è perfetta anche per gli adulti. Permette di tranquillizzare un paziente teso, non gli fa sentire dolore e mette il dentista in condizione di operare meglio.

È efficace e semplice da somministrare, attraverso una mascherina che libera ossigeno e protossido di azoto. E l’effetto svanisce altrettanto rapidamente.

Altro strumento di cui abbiamo già parlato e che toglie al paziente un inutile disturbo è l’impronta digitale.

Questione di feeling

C’è un altro aspetto che non sottovaluto mai: l’importanza di creare un bel rapporto con i pazienti, fin dalla prima visita. Vincere la paura è anche questione di feeling. Se c’è fiducia ci si sente liberi di confessare le proprie paure e si viene messi in condizione di superarle.

A volte, per farcela basta davvero poco: un sorriso, una battuta, un semplice scambio di chiacchiere. Con piccoli trucchi, poi, si può scaricare la tensione e distrarre la mente. Arrivare un po’ in anticipo, per esempio, può essere utile: sfogliare una rivista in sala d’attesa o ascoltare un po’ di musica aiuta a rilassarsi.

Prima di mettere piede nello studio, invece, è bene non pensare affatto alla seduta, liberare la testa. Rimuginare o magari affannarsi su Google a cercare informazioni e opinioni su un determinato intervento odontoiatrico contribuirà solo a far montare l’ansia.

Affidatevi con serenità al vostro dentista: è il primo a volere il vostro benessere.

a cura di Emanuele Puzzilli

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