Sorrida Prego Novella 2000 n. 20 2020

Sorrida Prego: come cambia il mondo dell’odontoiatria con il Coronavirus

Il dottor Emanuele Puzzilli illustra in che modo cambieranno le visite odontoiatriche a causa dell’emergenza Coronavirus: ecco cosa accadrà.

Piano piano torneremo alla normalità, e andrà tutto bene: ne siamo certi. Ancora per qualche tempo, però, dovremo stare attenti e adottare precauzioni particolari per contrastare il Coronavirus. Questo vale anche per le visite mediche, comprese quelle odontoiatriche.

Al momento non esistono protocolli validati da parte del Ministero della Salute, né dall’ordine dei medici. Tavoli tecnici formati da odontoiatri, biologi e medici generici, però, hanno redatto delle linee guida che portano ad aumentare il livello di sicurezza dei nostri studi. Livello già oggi altissimo, dal momento che noi odontoiatri e il nostro personale siamo da sempre esposti a pericoli di contagio crociato rispetto ad agenti patogeni come l’HIV, epatite o la TBC.

Questa nuova forma di Coronavirus ci espone a un rischio ulteriore, ma sapremo fronteggiarlo, operando in totale sicurezza.

Un virus di dimensioni ridottissime che può propagarsi nell’aria all’interno di micro-vettori chiamati droplets (microscopiche goccioline di liquido e saliva). Questo, unitamente alle nebulizzazioni che vengono prodotte durante il nostro lavoro, è il vero rischio a cui stiamo ponendo una barriera. Tecnicamente, tutte le operazioni e gli interventi odontoiatrici di routine possono essere effettuati. Ovviamente, dato il momento particolare, alcune di queste verranno differite ancora per un periodo, soprattutto quelle che producono un aerosol eccessivo.

Prime misure di sicurezza

Triage telefonico e sala d’aspetto
Il paziente verrà protetto minimizzando gli ingressi nelle nostre strutture. Questo non significa necessariamente diminuire il numero delle prestazioni o dei pazienti. Ma, per esempio, eliminare gli accompagnatori che per svariati motivi affollano sia le sale d’attesa sia le stanze operative.

Questa regola, ovviamente, non sarà applicata alle persone non autosufficienti e ai bambini, che hanno bisogno di qualcuno che li aiuti o faccia loro compagnia. Inoltre, sarà importante valutare lo stato di salute dei pazienti e l’uso di adeguati dispositivi di protezione individuale da parte del personale medico e paramedico. Camici monouso, occhiali protettivi, mascherine certificate, cuffie e una serie di attenzioni all’igiene e alla prevenzione che abbiamo da sempre messo in atto.

In più, sarà utile un triage telefonico o tramite mail o messaggio, che ancor prima dell’appuntamento chiarirà una serie di argomenti in più (una sorta di anamnesi preventiva).

Per tutto il resto, esistono tanti sistemi per minimizzare il rischio per il personale e azzerarlo per il paziente. Per esempio, aspiratori di diametro aumentato, disinfettanti da inserire nei circuiti idrici delle poltrone operative, diga di gomma, disinfettanti per superfici, e decontaminanti per l’aria delle stanze.

Cure mediche e assunzione farmaci

Ibuprofene e antibiotici
Per quanto riguarda trattamenti farmacologici, sono in corso degli studi per capire quali farmaci esistenti possano essere utili o dannosi nel trattamento della patologia da Coronavirus. Uno di questi farmaci è proprio l’ibuprofene.

Nella routine è un farmaco utilizzato, ma non indispensabile. Quindi, per estremizzare precauzioni proprie del periodo, possiamo utilizzare altri farmaci. Ne abbiamo tantissimi altrettanto efficaci.

Per i trattamenti antibiotici, se necessario, possiamo e dobbiamo somministrare i più adatti al caso che ci si presenta, senza troppi problemi. Infine, prima di iniziare la seduta odontoiatrica, alcuni colleghi consigliano l’utilizzo di disinfettanti orali come clorexidina e acqua ossigenata, prodotti che possono essere inseriti nella nebulizzazione prodotta durante il trattamento.

Anche su questo, però, si sta verificando l’efficacia e l’utilità.

Andrà tutto bene
È chiaro che non appena sarà consentita una circolazione più libera, noi e il nostro personale saremo assolutamente pronti a fornire le stesse cure di prima. Forse tutti quanti con una consapevolezza e attenzione differente, ma sempre garantendo il massimo ai nostri pazienti.

a cura di Emanuele Puzzilli

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