Studio Resente Novella 2000 n. 33 2020

Studio Resente: auto-complimentarsi, per cosa?

Le opinioni di Alessandro Resente sulla strategia del governo per affrontare la crisi. Dalla corruzione alla questione Morandi, ecco il punto di vista dell’esperto.

Fra alcuni giorni – non ho ancora capito se devo gioire o mettermi a piangere – festeggerò un nuovo traguardo bello tondo. E per questo, avendo messo al centro di tutta la mia vita onestà, correttezza, precisione e rispetto, pretendo che lo stesso venga fatto anche da chi ci governa.

Ho trovato del tutto inopportuno che il Presidente Mattarella abbia convocato il Primo ministro Conte per complimentarsi per i risultati ottenuti in Europa.

Prima di tutto, visto che è il Presidente di tutti gli italiani, dov’era quando gli Italiani soffrivano per il lockdown? Dov’era quando gli imprenditori e i commercianti si vedevano chiudere le attività e si trovavano pieni di pensieri? Non una parola verso queste persone, mai un’infusione di coraggio, sempre distaccato e lontano dal popolo, legato solo ai vertici politici e a quel recente passato di Napolitano che, con le sue argute decisioni, è solo riuscito a rovinare il miglior paese al mondo.

Detto questo, però io troverei giusto – com’è successo in altri Paesi – che gli Italiani fossero informati precisamente su quali elementi e condizioni si basano questi fondi concessi dall’Europa.

Gli aiuti dall’Europa per la crisi: a cosa andremo incontro?

In fin dei conti, questi aiuti influenzeranno e cambieranno non solo le nostre vite ma anche quelle dei nostri figli.

Prima domanda, l’Italia sarà ancora un paese libero? Ritengo indispensabile che il Presidente Conte si presenti a tutti i cittadini spiegando punto per punto tutto quello che viene stabilito e le implicazioni alle quali saremo soggetti.

Avremmo almeno il diritto di sapere. E non lo dico solo io, ma anche i molti Italiani che lo stanno chiedendo. Non se ne parla, ma sono molti i focolai di protesta che stanno sorgendo. Io credo nell’Italia e negli Italiani, ma voglio – e penso sia mio diritto – sapere.

Purtroppo – devo già anticiparvelo – bisognerà vedere quanti euro effettivamente arriveranno, ma anche quanto ci costerà tanti sacrifici e forse…

Poi, passando alla questione del Ponte Morandi, si è creata un’operazione di capitalizzazione della società che gestisce le auto-strade. La famiglia Benetton ha perso la maggioranza, e tutti a dire che il governo è stato bravo.

Bravo a fare cosa? A farsi una bella politica pubblicitaria!

Il caso Morandi e la questione Autostrade

Ma ci siamo dimenticati che ci sono stati 43 morti, che le autostrade erano mantenute male e dovevamo subire continui (e dal governo giustificati) aumenti dei pedaggi?! Tutti i discorsi di responsabilità, di pagare, di penali, sono venuti meno. I soldi incamerati negli anni precedenti restano a chi li aveva percepiti, i manager si godranno le loro pensioni e i morti li piangeranno solo i loro cari.

No, caro Presidente. Così non si risolve la questione. Gli Italiani capiscono. Se il contratto prevedeva determinate condizioni e lavori che non sono stati fatti, questi devono rispondere e di conseguenza avere la responsabilità anche per le morti.

Qual è la grande operazione fatta? I Benetton hanno perso la maggioranza, ma da quello che sembra si è messo un bel coperchio sul passato! Comodo, però! Ma questa è forse giustizia? Questa è una storia da riportare nei libri come esempio per le future generazioni?

Quali i piani anti-corruzione?

E a proposito di giustizia, visto che Mattarella è il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, cosa sta facendo per pulire un sistema sporco e corrotto, com’è emerso dal caso Palamara?

Secondo voi, uno che ha attualmente un processo può credere in un sistema così? È venuta completamente a meno la certezza del diritto, e quel che è tragico nessuno sta pagando.

Ma cosa si aspetta? Perché non si introducono controlli in tutti i tribunali e si analizzano le sentenze e le nomine? Si deve ripartire non solo con una riforma della Giustizia ma anche con una pulizia, eliminando tutto il marcio che c’è per ritrovare veramente la fiducia dei cittadini.

E sempre in tema di trasparenza e giustizia vorrei che qualcuno, nella fattispecie il dottor Arcuri, mi spiegasse perché in piena emergenza, su indicazioni di due onorevoli, ho mandato una mail ad Invitalia perché una mia cliente poteva fornire in 24 ore 200.000 mila tamponi, respiratori e un’infinità di mascherine. Tamponi in 24 ore, quando mancavano. A questa mail, seppur sollecitati, nessuno ha mai risposto. Come mai? E come mai nessuno indaga come per la Regione Lombardia?!

La giustizia non deve avere colore, e la gente sa! Questa obiettività è necessaria per riprendere a credere.

Disparità nel pagamento delle imposte?

Altra questione: si parla tanto di abbassare le imposte, che in Italia c’è troppa evasione. Ma perché non si dice che uno dei principali collaboratori nell’evasione è lo Stato stesso?

Si dice che tutti devono pagare, ma perché non si spiega come pagano le imposte gli agricoltori?

Il commerciante deve dichiarare fino all’ultimo spillo venduto, e perché questo non deve succedere in agricoltura?

Si spieghi che in agricoltura non si dichiarano i ricavi, ma i bassissimi redditi agrario e domenicale. Ad esempio, certe coltivazioni del vino possono dare (vendendo l’uva raccolta) anche 50.000 euro. Ma poi si dichiara un reddito di 1.200 euro!

Perché la normativa fiscale non deve essere uguale per tutti? Ricavi meno costi! Con un particolare, che chi possiede le aziende agricole vede rivalutarsi il terreno anche per i super vantaggi fiscali per cui dichiarano valori irrilevanti rispetto i ricavi ricevuti (pensate che un ettaro a Prosecco vale 450.000 euro, uno di Amarone 600.000).

Allora, iniziamo a costruire un Italia migliore con maggiore trasparenza, equità e rispetto. Meno proclami e più concretezza!

a cura di Alessandro Resente

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