Resente Novella 2000 n. 23 2022

Studio Resente: valorizzare la sanità pubblica e lasciar stare il privato

Alessandro Resente raccoglie i malumori della gente sul sistema sanitario italiano e le ultime imperdonabili "scivolate" del Governo

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Un’esperienza rivelatrice

Sono giorni particolarmente tristi e difficili per me. Un anno fa, alle prime ore della notte del 17 maggio venivo ricoverato in ospedale con il Covid, e come sapete subito intubato! Il percorso successivo non è stato e non è facile, sebbene dal punto di vista fisico mi sia ripreso bene e subito. Sono stato dimesso con una semplice lettera che descriveva quello che avevo avuto e le pastiglie da prendere. Nessuna indicazione di visite e controlli, ho dovuto fare tutto da solo. Ma soprattutto nessuna assistenza dal punto di vista psicologico!

Mille pensieri e mille domande alle quali non so dare una risposta.

Ogni medico che mi visita continua a ripetermi che non dovrei più esserci, che sono un miracolato. Ancora peggio quando vedono com’ero messo quando ho fatto la coronarografia! Allora ti chiedi perché, qual è il disegno che mi riguarda, qual è la mia missione.

Certo, visto quello che ho passato, dovrei almeno avere il diritto di sapere le cause di questo virus maledetto, com’è nato. L’OMS ha predisposto anche una commissione, ma risposte chiare non ne sono state fornite. Perché? Cosa non si può dire? Ma i morti, i malati gravi come me, non hanno il diritto di sapere? La mia vita non è più la stessa, ma nessuno che si faccia portavoce del diritto di sapere… L’omertà regna sovrana.

Tuttavia la mia esperienza mi ha fatto scoprire tanti problemi del sistema sanitario nazionale.

La “salute” del nostro sistema sanitario

Noi abbiamo la fortuna di avere grandi medici e professori. Ma questa continua volontà di risparmiare si è risolta tutta a danno dei pazienti, con uno scadimento dei servizi e il dover rivolgersi a strutture private o richiedere prestazioni a pagamento.

Solo per citare un caso, prima il medico di base ti prescriveva gli esami del sangue e tranquillamente il giorno che decidevi ti recavi all’ospedale al punto prelievi, aspettavi un pochino e tutto era fatto. Adesso no: bisogna prenotare, e i tempi di attesa spesso superano il mese, e se hai fretta tutto si risolve pagando, allora il posto c’è subito.

Abbiamo distrutto un sistema sanitario efficiente obbligando a contrarre le spese. I vari funzionari delle USSL venivano premiati se riuscivano a risparmiare, però risparmiare non a scapito dei pazienti e dei servizi…

Il sistema sanitario italiano si basa su una contribuzione pagata dai cittadini, e di conseguenza si dovrebbe offrire un servizio adeguato. Non è possibile che adesso si stia incentivando il privato perché il pubblico ha problemi… Il privato deve ritornare a essere una scelta, non un obbligo! E visto che i nostri medici sono tra i migliori nel mondo, premiamoli!

A questo proposito vorrei anche sottolineare una delle incongruenze del nostro sistema Italia. Per accedere al corso di laurea in Medicina bisogna superare il test di ammissione in quanto a numero chiuso. E poi si dice che mancano medici! Ma poi una volta, quando c’era maggiore serietà nei corsi di laurea, la selezione avveniva durante i vari anni, collegata alla difficoltà di superare determinati esami.

Il guaio della burocrazia

Grazie ai burocrati di stato stiamo creando un sistema talmente complesso in cui tutto è complicato e reso più difficile. Ma poi quello che continua a essere sempre non considerato è il rapporto umano, il contatto diretto! Si è raggiunto l’assurdo pensando che certi call center di enti pubblici sono stati affidati a società esterne, che dispongono di personale assolutamente impreparato e che ha solo dei foglietti con le minime indicazioni, e che non sanno darti nessun aiuto.

Ma perché si devono buttare via soldi per servizi che non servono a nulla? Una volta potevi telefonare e trovavi il funzionario, l’impiegato al quale illustravi il problema, e assieme venivano valutate le soluzioni. Adesso impossibile… un coacervo di regole, di norme che bloccano completamente il sistema rendendolo astruso e lontano da qualsiasi logica.

Le scivolate del Governo

Ma torniamo ad una società più “civile” nel vero senso della parola, nel quale si possa ancora parlare, confrontarci. Vorrei tanto che ritornasse il rapporto umano… Certo, chi ci amministra ha usato come mezzo il Covid per bloccarci. Tutti stanno eliminando le mascherine, ma il ministro Speranza continua in tutte le maniere a cercare di imporcele. Cosa c’è dietro? Cosa vuole ottenere, quando gli stessi esperti dicono che non servono?

I soldi per la guerra si sono subito trovati, ma perchè queste risorse degli Italiani non sono state usate per loro, vista la crisi economica che stiamo subendo? Sono sconvolto dagli aumenti che stanno avendo i prodotti alimentari, e tutto passa in sordina, tutti a parlare della guerra per nascondere i veri – e sinceramente che interessano di più – problemi degli Italiani.

E per di più Draghi, per motivi che francamente mi sfuggono, è arrivato anche a togliere l’Iva sulle armi! Ma è un bene essenziale? Quali sono le vere motivazioni? Perché tutto questo per una guerra che non ci riguarda e che ha delle motivazioni ben diverse da quelle che ostinatamente i mezzi di informazione vogliono far credere?

Non riesco a trovare uno che sia favorevole a quanto sta facendo il governo. Tutti sono preoccupati per quello che ci accadrà, e questo è attestato anche dalla perdita di consensi che il nostro Primo Ministro sta avendo, come risulta dagli ultimi sondaggi pubblicati.

Penso che questo lo dovrebbe far riflettere molto, anche perché non sta per nulla rispettando il mandato, tanto sbandierato, per il quale aveva accettato l’incarico di Primo Ministro.

Cosa ne pensano gli Italiani

Ma dai… Come si fa, in un momento come questo, a togliere l’Iva sulle armi e non su alcuni beni di prima necessità che hanno registrato i maggiori rincari! No, lui si fa vedere che ricarica la sua auto elettrica… Veramente bello, con tutta la scorta che ha, lo fa lui personalmente! E dobbiamo anche fare la fatica di crederci!

Vedete, la mia rubrica ultimamente ha voluto dar spazio al pensiero degli Italiani. I miei articoli nascono sentendo e parlando con la gente… Esiste un’Italia bellissima, fatta di persone che lavorano con passione, di imprenditori ricchi di idee, di famiglie con valori che vorrebbero un Paese più semplice, più basato sulla persona, più umano, e dove le risorse dovrebbero essere investite per migliorare la vita, e non per complicarla o burocratizzarla. Un Paese che tornasse ad essere la cartolina della felicità assieme a tutto quello che abbiamo di bello, e così continuare a gridare a gran voce e con il cuore gonfio “SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO”.

a cura di Alessandro Resente

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