Valanghe in Friuli: muore travolto uno scialpinista
Due valanghe colpiscono Sella Nevea e Casera Razzo: salvo un gruppo di escursionisti mentre un uomo perde la vita sotto…
Due valanghe colpiscono Sella Nevea e Casera Razzo: salvo un gruppo di escursionisti mentre un uomo perde la vita sotto la slavina
Due distinte valanghe hanno colpito il territorio del Friuli nel pomeriggio del primo febbraio. Il bilancio finale parla di una vittima accertata, un ferito lieve e quattro persone che sono riuscite fortunatamente a sfuggire alla furia della neve fresca.
Il primo drammatico episodio si è verificato poco dopo le ore 14 nei pressi di Casera Razzo, una località situata proprio al confine tra il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto. Un testimone oculare ha assistito alla scena impotente e ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112 segnalando la presenza di uno scialpinista completamente sepolto. La massa nevosa si è staccata a circa 1.800 metri di quota, scivolando lungo un versante settentrionale particolarmente ripido situato poco sotto il Col Merende e la Forcella Tragonia.
I tecnici del Soccorso Alpino hanno descritto un evento di notevoli dimensioni caratterizzato da un fronte che superava i 50 metri con uno scivolamento verticale altrettanto impressionante. Nonostante la rapidità dell’intervento e l’arrivo dell’elicottero sanitario, i soccorritori hanno purtroppo estratto il corpo senza vita dello sciatore dopo frenetiche operazioni di scavo.
Friuli: la seconda valanga
Quasi contemporaneamente, una seconda slavina ha seminato il panico nella zona di Sella Nevea, in provincia di Udine, coinvolgendo un altro gruppo di escursionisti. In questo secondo scenario la fortuna ha giocato un ruolo determinante poiché quattro persone sono riuscite a liberarsi autonomamente dalla neve prima dell’arrivo delle squadre di terra. Un quinto uomo ha riportato alcune ferite agli arti inferiori durante il rotolamento, ma i medici lo hanno dichiarato fuori pericolo dopo i primi accertamenti clinici.
Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni unite al rialzo termico repentino hanno reso il manto nevoso estremamente instabile e pericoloso. Gli inquirenti stanno ora verificando se il distacco sia avvenuto spontaneamente o se il passaggio degli sciatori abbia innescato il sovraccarico fatale su quel versante specifico.
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