Santoro avverte il Ministero: “Rimediate subito o sarà il caos”
L’ex presidente del Consiglio di Stato interviene sulla vicenda Sipario-Iervolino evidenziando gravi anomalie amministrative che potrebbero portare a conseguenze disastrose…
L’ex presidente del Consiglio di Stato interviene sulla vicenda Sipario-Iervolino evidenziando gravi anomalie amministrative che potrebbero portare a conseguenze disastrose per il Ministero
“Se il Ministero della Cultura non interviene immediatamente per rimediare al grave errore amministrativo commesso ai danni di Sipario e del produttore Andrea Iervolino, l’amministrazione rischia l’esposizione a richieste risarcitorie di portata molto rilevante”.
Questa è la dichiarazione di Sergio Santoro, ex presidente del Consiglio di Stato e figura di spicco nel campo del diritto amministrativo italiano, forte di una lunga carriera ai vertici della giustizia.
Anomalie amministrative e disparità
Sergio Santoro ritiene che la questione mostri aspetti di estrema gravità. “Dall’analisi degli atti emergono chiare evidenze di un trattamento ingiustificatamente difforme rispetto ad altri soggetti che si trovavano in situazioni del tutto analoghe”, precisa il giurista.
L’ex presidente del Consiglio di Stato continua affermando che “questa disparità di trattamento appare difficilmente conciliabile con i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”.
Impatto su lavoro ed economia
Inoltre, Sergio Santoro nota come in circostanze simili si sia adottato un approccio favorevole, mentre in questo caso specifico si è verificata una penalizzazione eccessiva. Tali elementi potrebbero suggerire favoritismo o severità ingiustificata. “L’errore contestato non incide soltanto sui soggetti direttamente coinvolti, ma mette a rischio centinaia di lavoratori e azionisti, con conseguenze economiche e occupazionali significative”, aggiunge l’esperto.
Rischi per l’Erario e la reputazione
In conclusione, Sergio Santoro avverte: “Qualora il Ministero della Cultura non proceda tempestivamente a correggere l’atto, il danno reputazionale ed economico per l’amministrazione potrebbe assumere dimensioni molto rilevanti, con possibili risvolti anche sul piano del danno erariale, coinvolgendo direttamente i firmatari degli atti”.
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